Riforma Senato: la solita sinistra DEM “farlocca”…

Riforma Senato: la solita sinistra DEM “farlocca”…

CUPERLO-BERSANITrovato l’accordo tra minoranza DEM e governo, la Costituzione ridotta a merce di scambio tra Renzi e Bersani.

Pirandello cita per plagio Bersani, è una battuta? Si, ma non troppo fantasiosa, la “commedia” messa in scena dalla sinistra interna del PD, infatti, in fatto di sceneggiate ha dimostrato di essere più fantasiosa e prolifera del grande drammaturgo siciliano.

Gli anatemi di Bersani che fino a l’altro ieri tuonava: “Vedo che ci sono affermazioni di buona volontà, noi diciamo una cosa che capiscono anche i bambini: diciamo che il Senato debba essere elettivo, devono decidere gli elettori“, risuonano ancora nelle orecchie di chi aveva affidato le proprie speranze di non distruggere la democrazia a questo manipolo di novelli “Don Chisciotte”.

Come al solito si sono annunciate linee invalicabili, minacce di lacerazione del Pd, poi come se nulla fosse, alla fine della giostra, quando si arriva al dunque, la farsa del papocchio tra Renzi e Bersani sul contestatissimo articolo 2 della riforma costituzionale, quello che fissa i criteri di elezione dei nuovi senatori.

I bersaniani in trincea, pestavano i piedi e gridavano: “Sui princìpi costituzionali non si tratta”; i renziani rispondevano: “Avete perso il congresso, arrendetevi” -, alla fine come sempre ha fatto questa “pseudo” sinistra interna, è stato attuato – per l’ennesima volta – il sempre di moda “volemose bene”. A farne le spese sarà la Carta costituzionale, nella quale – in base all’emendamento concordato tra maggioranza e minoranza Pd – starà scritto che i nuovi senatori saranno individuati “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge”.

Traducendo e non è facile, visto l’ambiguità del testo, d’ora in avanti non avremo un Senato né eletto dal popolo né nominato dalle Regioni, ma una cosa impalpabile e quindi pericola per la democrazia ed il suo funzionamento. Ognuna delle parti in commedia – per ritornare a Pirandello – rivendica la vittoria: i renziani già dicono, che resta fermo il principio che ad eleggere i senatori saranno i consigli regionali e non hanno torto, così è. I bersaniani, come al solito accontentandosi del classico “piatto di lenticchie” canteranno a i quattro venti il “Nessun Dorma” enfatizzando l’acuto finale “vincerò”, per avere ottenuto un riferimento esplicito (badate solo un riferimento non vincolante) alle “scelte espresse dagli elettori.

I “sinistri” Pd erano stati definiti “embedded”, da oggi sono anche “desaparecidos ”

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