Lo “strano” caso del presidente Crocetta

Lo “strano” caso del presidente Crocetta

crocetta-borsellinoSembra il titolo di un film Hollywoodiano invece è cronaca. La vicenda è tutta da analizzare, troppi punti si intersecano e poi divergono e tutti sembrano avere ragione e torto contemporaneamente. Tutto ha inizio con un articolo pubblicato da l’Espresso che anticipa il contenuto di una presunta intercettazione del governatore Crocetta con il suo medico personale, il dott. Tutino, al momento ai domiciliari per l’ormai famoso “sbiancamento anale”. La frase incriminata pronunciata da Tutino si racchiude in poche parole: «Va fatta fuori come il padre», Crocetta giura di non averla mai sentita.

L’articolo è a firma di Piero Messina un giornalista che è stato membro dell’ufficio stampa della regione siciliana e licenziato in malo modo da Crocetta. Basta questo a dire che si tratta di falso o di una ripicca? No, sarebbe troppo semplice.

D’altronde, anche la procura di Palermo dopo un controllo approfondito, ha categoricamente smentito di avere agli atti quell’intercettazione.

Ma l’Espresso insiste e conferma che l’intercettazione l’hanno ascoltata e fa parte di un filone diverso dell’inchiesta e risale al 2013. Il giornalista e la testata mentono? Appare assai improbabile, ed allora come si spiega lo “strano” caso del presidente Crocetta? Quali interessi ci sono dietro?

Crocetta è ormai inviso da quasi tutto il Pd siciliano e non solo, ma sopratutto è in conflitto con quello che si sente il padrone del partito in Sicilia, quel “Faraone” sottosegretario del governo autore della riforma della scuola. Tutti insomma lo vogliono mandare a casa, ma il presidente, ha sempre tenuto duro. Che significa tutto ciò? Come fa l’Espresso ad essere entrato in possesso di una telefonata che fa parte di atti “secretati”? Semplice, qualcuno che ha interesse a farla circolare, l’ha resa disponibile e chi aveva il potere di arrivare a tanto?

Possiamo fare solo ipotesi, ma solo chi ha le chiavi delle istituzioni poteva farlo e se il PD voleva far fuori Crocetta ne aveva le chiavi. La procura però continua a smentire l’esistenza della frase incriminata.

Intanto Giuseppe Lumia, senatore Pd ed ex presidente della commissione Antimafia, in una intervista al Mattino afferma “La Sicilia è stata a un passo dal voto, volevano fare una specie di golpe” – e sottolinea -“ci dobbiamo rendere conto che quanto accaduto è di una gravità inaudita”. A sottolineare la gravita della vicenda e la posta in gioco.

Al momento rimane l’auto sospensione da presidente di Crocetta che in base allo statuto siciliano non ha nessun valore legale, e contrattacca difendendosi così: “Allucinante, forse durante la telefonata ero in una zona d’ombra” – “Mai sentito quella frase, lo avrei subito denunciato” .

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