Il “TRAPPOLONE”

Il “TRAPPOLONE”

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Nell’articolo di stamattina Grecia: la partita è finita ai supplementari, ma è stato un pareggio avevamo espresso le nostre perplessità sull’accordo che Tsipras sta concludendo con la Troika. Si è anche evidenziato le divergenze emerse tra il leader ed il suo partito. Ma più le ore passano è più emergono dati e fatti che fanno seriamente riflettere su quali siano le reali conseguenze che potrebbe avere questa decisione presa a “maggioranza”.

Il voto di stanotte, analizzato nei dettagli, di fatto cambia la maggioranza che sostiene Tsipras, aprendo a scenari nuovi: 32 deputati – tra destrorsi di Anel alleati al governo e syrizei duri e puri – non lo votano, mentre ben 100 sì giungono dai banchi delle opposizioni. Da fonti interne al partito si parla di possibili dimissioni di alcuni ministri contrari all’austerità, punto non modificabile del programma di Salonicco e chiave in campagna elettorale “e ora accettata supinamente nonostante il no al referendum”.

Ma vediamo cosa è successo in aula.  17 deputati di Syriza su 149 alla votazione hanno risposto “conparòn” (presente), come dire, sono qua ma con dolore, che sommati agli astenuti portano il totale a 32, di fatto aprendo una questione politica in seno alla maggioranza di governo. L’ex ministro Yanis Varoufakis è andato a prendersi il sole all’isola di Egina  con moglie e figlia e con lui in dissenso ci sono i fedelissimi come il capo del correntone di Iskra Panagiotis Lafazanis, ministro dell’energia e uomo di raccordo con Mosca, la presidente della Camera Zoì Kostantopoulou (assieme a Dimitris Stratoulis, Costas Lapavitsas, Stathis Leoutsakos) che in questa sorta di voto di fiducia sul governo stanno dalla parte opposta a quella del premier.

Insomma i “duri e puri” sono rimasti tali e se i nuovi numeri si guardano sotto l’aspetto della governabilità, si capisce che la maggioranza uscita dalle urne è saltata. Il programma che tanto piace ai vertici europei, è passato con i voti dei centristi di Potami, i socialisti del Pasok e i conservatori di Nea Dimokratia.

A questo punto, su sponda del presidente della Repubblica, se Syriza dovesse non ricompattarsi, si potrebbe profilare – UDITE, UDITE –  un nuovo esecutivo di larghe intese con tutti dentro, per la gioia della Troika.

In fondo è quello che hanno sempre voluto, un governo di larghe intese, tutto il contrario di ciò che il popolo ha votato e ha riconfermato con il referendum. Insomma un bel “TRAPPOLONE” in cui Tsipras è caduto o si è infilato volontariamente.

Ci auguriamo che lo scenario, per’altro tutt’altro che fantasioso che abbiamo descritto, non si avveri mai. Sarebbe davvero l’ultima beffa del popolo di “sinistra”.

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