Il Governo compatto sul “Codice Rosso”: corsia preferenziale per la nuova Legge sulla violenza sulle donne

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte insieme ai ministri Alfonso Bonafede e Giulia Bongiorno, hanno approvato un disegno di legge d’iniziativa governativa contro la violenza sulle donne, che prende il nome di “Codice Rosso”

Il Codice rosso negli ospedali, indica la priorità data nei pronto soccorso ai casi più urgenti e questa legge infatti, prevede una corsia preferenziale per le denunce, oltre ad indagini più rapide sui casi di violenza alle donne e i pm avranno l’obbligo di ascoltare le vittime entro tre giorni dalla violenza subita. Certamente un passo in avanti rispetto al passato.

Il fenomeno del femminicidio purtroppo è una realtà troppo presente nella cronaca, i dati ufficiali dicono che in Italia vengono compiuti 150 femminicidi ogni anno, praticamente uno ogni due giorni. Molti di questi reati avvengono tra le mura domestiche e per mani del compagno o di parenti prossimi.

Il principio ispiratore di questa norma, secondo il ministro Alfonso Bonafede è che “quando una donna si rivolge allo Stato e alle forze di Polizia per denunciare una violenza che sta subendo, in quel momento quella donna deve avere una corsia preferenziale perché a volte anche un solo giorno di ritardo può compromettere la vita di quella donna.”

I reati trattati in questa legge sono: maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 del codice penale); violenza sessuale (art. 609 bis c.p); violenza sessuale aggravata; atti sessuali con minorenne; corruzione di minorenne; violenza sessuale di gruppo; atti persecutori (art.612 bis c.p); lo stalking; lesioni personali aggravate contro ascendente o discendente (art. 582 c.p).

Il Ministro Bongiorno ha sempre lottato contro la violenza sulle donne ed infatti l’anno scorso a Palermo, ha fondato un associazione insieme all’attrice Michelle Hunziker, da cui è nata idea del “codice rosso”, ritenuta indispensabile anche dallo stesso ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

La grande novità di questa legge, ovvero il cuore di questo provvedimento, consiste nella possibilità di riconoscere finalmente queste denunce, perché non si può assolutamente accettare che ci siano tempi superiori a 3 giorni e quindi ci vuole un interlocuzione obbligatoria col magistrato entro 3 giorni e non oltre. “Lo Stato ti dice di denunciare e poi ti tradisce in quanto non ti aiuta tempestivamente. Le donne non possono essere massacrate in attesa di un giudizio”, conclude il ministro Giulia Bongiorno.

di Valeria Tornambè


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