Global Migration Compact. Governo non firma proposta ONU e porta tutto in parlamento, Salvini tiene linea dura e attacca il PD

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Il vicepremier leghista, apertamente contrario al Global Compact parla di: “Scelta di democrazia, noi non mettiamo fiducie su fiducie e discutiamo in parlamento, se al PD non interessa per pregiudizio sono problemi loro”

“Il Global Migration Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera. A Marrakech, quindi, il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato”.

E’ questa la stringata nota difusa poco fa da Palazzo Chigi, sede del Governo Giallo-Verde guidato dal Premier Giuseppe Conte.

Il Global Compact è infatti una proposta ONU – figlia dell’era Obama – che fondamentalmente considera i flussi migratori come un “fenomeno unitario”, che non distingue seriamente tra profughi o rifugiati politici e semplici immigrati clandestini o migranti economici, richiedendo per tutti coloro entrino illegalmente in un Paese un “elevato” – e costoso – standard di servizi da doversi offrire.

Va detto che non è la prima volta – e sicuramente neppure l’ultima – che l’assemblea ONU assume e porta avanti mozioni o proposte di questo tenore: la stessa assemblea è stata più volte anche “dominata” dall’ovvia maggioranza numerica dei Paesi in via di sviluppo, per questo motivo l’assemblea ONU non può emanare atti con forza o valore di “legge internazionale”, infatti, in materia di pace e sicurezza internazionale esiste il Consiglio di Sicurezza dell’ONU di cui solo pochi e selezionati Paesi fanno parte, essendo l’unico organo Onu capace di emanare risoluzioni fattive e vincolanti dall’uso della forza.

Intanto però nel governo italiano è Matteo Salvini a tenere maggiormente il punto sulla vicenda: “L’Italia non firmerà la proposta Global Compact ONU sull’immigrazione e il governo non andrà alla riunione di Marrakesh. Avanti!”

Il leader leghista, di essere fermamente contrario al Global Compact lo aveva sempre detto: per la Lega il Global Compact è uno strumento globalista e terzomondista, ma di diverso avviso potrebbe essere l’area sinistra del M5S.

Salvini intanto oggi ha commentato personalmente alla Camera la parlamentarizzazione della questione, non risparmiando attacchi al PD: “State lamentando da ore che il governo toglie la possibilità di discussione al parlamento. Adesso il governo Italiano però, come quello Svizzero, ha deciso di non firmare il Global Compact e non andare a Marrakesh, per dare la possibilità al parlamento di discutere su un dibattito così tanto importante. Quindi io mi domando: se discutete non va bene, se non discutete non va bene lo stesso... Il governo lascia che sia il parlamento a decidere cosa fare sul Global Compact, è la nostra scelta, diversa dai precedenti governi che andavano avanti a voti di fiducia su voti di fiducia: sarà il parlamento a decidere, se al PD per questione di pregiudizio non interessa, non è un problema né mio, né del parlamento, né dell’Italia, è un problema del Partito Democratico”.

 

 


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Sean Gulino

Informazioni su Sean Gulino

Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Blog Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.

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