Ecco chi ha “ordinato” a Renzi di distruggere la Costituzione Italiana…


mobisL’accanimento di Renzi, nel volere cambiare a qualunque costo la costituzione, anche a costo di rischiare la sua stessa poltrona (in riferimento al dissenso con Pietro Grasso) o alla dissoluzione e sfaldamento del suo partito, a molti appare incomprensibile.

È mai possibile che la sola ambizione personale possa portare alla distruzione (in caso di sconfitta) della sua carriera politica? In effetti credere a ciò appare inverosimile. Allora cosa o chi, c’è dietro questa operazione?

Oggi  la risposta c’è la fornisce Marco Zaninelli. In molti si chiederanno chi è costui.

Marco Zaninelli è l’analista sovereign dell’agenzia di rating Moody’s. Ma cosa ha detto di così importante? Niente di nuovo, ma  semplicemente: “La legge elettorale è credit positive”, ha un effetto positivo sul merito sovrano italiano, “se accompagnata dalla riforma del Senato” e continua, “Comunque la riforma è un pacchetto completo di cui fa parte anche la riforma del Senato, il cui effetto è riuscire a superare l’instabilità politica italiana”.

Come tutti sappiamo, le agenzie di rating analizzano l’affidabilità finanziaria dei Paesi che collocano sul mercato i propri buoni del tesoro e sono coloro che stabiliscono se un paese è un “AAA”, la così detta tripla A o un BB- ecc..

in base a queste valutazioni si stabilisce a livello mondiale l’affidabilità di una nazione e quindi quale tasso di interesse pagare sull’emissione dei famosi BOT e CCT, cioè sul debito pubblico, il famoso Spread, quello che fece crollare Berlusconi.

Quindi se Moody’s dice: “Bene le riforme se includono quella del Senato” e “le riforme hanno un effetto positivo sul rating dell’Italia”, Renzi non può fare altro che “obbedire”.

Quello di Moody’s non è un caso isolato o l’uscita grottesca di un agenzia, ma è la vera conduttrice dei provvedimenti che i governi di tutta Europa sono ormai obbligati a seguire, pena, il fallimento.

Le dichiarazioni di stamattina si riallacciano alle dichiarazioni che molti non ricorderanno, o forse non ne hanno avuto mai notizia, di ciò che arrivo sul tavolo del governo italiano l’estate dell’anno scorso. La Jp Morgan, storica società finanziaria (con banca inclusa) statunitense, scrisse nero su bianco quella che sembrò essere la ricetta del grande capitale finanziario per gli stati dell’Eurozona. Il suo “consiglio” ai governi nazionali d’Europa per sopravvivere alla crisi del debito è: liberatevi al più presto delle vostre costituzioni antifasciste.

In questo documento di 16 pagine datato 28 maggio 2013, firmato Jp Morgan, dopo che nell’introduzione si fa già riferimento alla necessità di intervenire politicamente a livello locale, a pagina 12 e 13 si arriva alle costituzioni dei paesi europei, con particolare riferimento alla loro origine e ai contenuti: “Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica (…) Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea”

Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo”.

Quindi, per colpa delle idee socialiste inserite nelle nostre costituzioni, secondo Jp Morgan, non si riescono ad applicare le necessarie misure di austerity. “I sistemi politici e costituzionali presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche.

Leggendo questo documento si capisce chiaramente che il “consiglio” è quello di distruggere le democrazie e di ritornare al fascismo. Ora appare chiaro quale sia la motivazione che spinge uno come Renzi a comportarsi in modo così arrogante e antidemocratico.

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