Crisi Greca: la Troika “cala le braghe” e offre aiuti tampone per 7,2 miliardi


La trattativa tra la ex Troika e la Grecia è in stallo, Tsipras come avevamo previsto non cede di un millimetro, forte del fatto che chi ha da perdere di più non è la Grecia ma l’unione europea.

I creditori internazionali sanno bene che sono loro quelli che ci rimetterebbero di più dal default greco, quindi non hanno interesse, né intenzione di tagliare definitivamente il cordone con Atene. Notizie dell’ultima ora, secondo quanto riportano fonti ufficiose citate dalle agenzie di stampa, il FMI avrebbe proposto al governo Tsipras l’estensione di 5 mesi dell’attuale programma di salvataggio, in scadenza il 30 giugno. I 5 mesi di proroga servirebbero anche per erogare ad Atene l’ultima tranche di aiuti da 7,2 miliardi, in modo che possa ripagare la scadenza del debito da 1,6 miliardi.

Sullo sfondo della faccenda pare ci sia una proposta cinese: “Pechino vuole che Atene resti nell’Unione europea. Daremo il nostro contributo perché questo accada”. Lo ha detto il viceministro degli Esteri, Wang Chao, senza specificare che tipo di aiuti Pechino sarebbe disposta a dare ad Atene, né tanto meno cosa vorrebbe in cambio. “La Grecia è in una fase cruciale – ha detto Wang – e la Cina vuole che resti nell’Unione europea. Daremo il nostro contributo perché questo accada”.

Ma ormai è noto a tutti che la Cina abbia preso in concessione dal governo Greco alcuni dei porti più importanti e la rete ferroviaria da ristrutturare per un importo di 10 miliardi di euro – e sullo sfondo ci sono anche i 5 miliardi della Russia per la costruzione del gsdotto che servirà a tagliare definitivamente alla fine del 2016 il gas all’Ukraina – e queste due potenze hanno tutto l’interesse che la Grecia resti all’interno dell’Europa perché in questo modo loro stessi lo saranno indirettamente.

Pertanto sabato pomeriggio a Bruxelles, ci sarà una nuova riunione dell’Eurogruppo straordinario sulla Grecia. I ministri delle Finanze dell’area euro torneranno a incontrarsi per la quinta volta in dieci giorni per cercare di arrivare a un accordo sul piano di riforme di Atene. E lunedì prossimo, il premier cinese Li Keqiang si riunirà a Bruxelles con i leader delle istituzioni europee nell’ambito di un nuovo vertice Ue-Cina.

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