Anche Cuba invia forze speciali in Siria a sostegno di Assad

Anche Cuba invia forze speciali in Siria a sostegno di Assad

castro-putinTra Cuba e la Russia i rapporti politici e militari sono sempre stati ottimi. La notizia dell’invio di truppe cubane in Siria a sostegno di al Assad quindi, non stupisce più di tanto.

E non è neanche la prima volta che Cuba, schiera truppe a supporto delle operazioni condotte dai sovietici, successe già nel 1970 in Africa. Mosca d’altronde, ha sempre rifornito militarmente L’Avana, e sono ancora vive nella memoria di tutti  le divergenze degli anni 60 con i dirimpettai statunitensi con i quali si sfiorò la terza mondiale.

I cubani avevano già inviato truppe in Siria nel 1973, durante la guerra dello Yom Kippur e schierato ufficiali per studiare le tattiche militari israeliane. Raul Castro ha espresso pubblicamente il suo sostegno al governo siriano e si è allineato con i russi e gli iraniani in Medio Oriente.

Quindi nello scacchiere siriano entra in azione un’altra pedina, le Forze speciali cubane sono in Siria a sostegno di Bashar al-Assad. I segnali di questa operazione si erano già avuti, il generale Leopoldo Cintra Frias, capo delle forze armate cubane, ha recentemente visitato la Siria con un contingente armato e forse, più che una visita diplomatica era una ricognizione sul campo.

Queste indiscrezioni arrivano direttamente dal Pentagono, che asserisce che i cubani sarebbero giunti in Siria a bordo di aerei di fabbricazione russa. Cuba oltre al contingente di terra, pare abbia fornito personale specializzato nella manutenzione dei carri armati di produzione sovietica in possesso di Assad, per i quali è richiesta una specifica formazione.

L’arrivo dell’esercito di Raul Castro in questo scenario ha un suo perché, va ricordato infatti che i cubani sono specializzati nella guerriglia non convenzionale – in virtù di addestramenti mirati ad una possibile invasione degli Stati Uniti – questa particolare capacità può essere determinante in un contesto come quello siriano, senza strutture fisse, tra location urbane e improvvisate trappole.

Lo scenario medio orientale quindi, si complica ancora di più, da un lato ci sono gli Stati Uniti e quell’opposizione moderata siriana che ormai non gode più di una copertura aerea e dall’altro la Russia (con la Cina dietro), l’Iran, gli Hezbollah e adesso anche Cuba.

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