Nella riforma del senato inserito “il comma Napolitano”: garantiti i privelegi a “RE GIORGIO”

Nella riforma del  senato inserito “il comma Napolitano”: garantiti i privelegi a “RE GIORGIO”

napolitano-boschiAi cittadini viene chiesto, di tirare la cinghia, il ministro della sanità Lorenzin individua 208 esami che ritiene “inutili” e che quindi diventeranno a pagamento, si tagliano pensioni e diritti. Nella nuova legge di stabilità – si chiama così perché stabilizza i loro interessi – si prevede il pagamento del canone RAI nella bolletta della luce, ma i privilegi della casta non si toccano, anzi si blindano.

Esagerato? Allora vediamo cosa sta succedendo con la riforma del Senato, che tra l’altro non si occupa esplicitamente di interessi economici.

In silenzio, senza troppo clamore è stato inserita una norma apparentemente innocua: l’articolo 40. Comma 5 del ddl di riforma costituzionale Boschi. Allora vediamo cosa dice questo codicillo. Semplicemente che “lo stato e le prerogative dei senatori di diritto e a vita restano regolati secondo le disposizioni già vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale”.

Quindi, nonostante la riforma costituzionale che taglia le indennità dei membri del futuro Senato delle Autonomie, – cavallo di battaglia di Renzi – nessuno potrà più toccare gli appannaggi, l’immunità, il trattamento e le dotazioni dei senatori “di diritto e a vita”.

In parole semplici significa che una volta approvata la riforma Boschi, non saranno più riformabili come accade adesso dalle amministrazioni del Senato e del Quirinale con un semplice intervento sui regolamenti interni, ma diventeranno intoccabili in quanto blindati all’interno della Costituzione.

Ma chi favorisce questa norma? Tutti i senatori a vita, trai quali gli ex presidenti della Repubblica. Va da se che il primo pensiero sull’autore di questo “capolavoro normativo” va automaticamente a Giorgio Napolitano, cioè colui che di questa riforma è il padre e non solo putativo. Gli altri Senatori a vita, infatti a nostro parere, non avrebbero la “forza” politica per una azione simile.

Napolitano attualmente ha a disposizione fondi per quasi 50 mila euro al mese oltre allo stipendio di 15 mila euro circa. Una spesa rilevante che va ad aggiungersi ad altri benefit e questi soldi, con la nuova riforma gli sarebbero stati tolti, invece con questo “codicillo”, potrà a continuare a “banchettare” a nostre spese e grazie al “comma Napolitano”, sarà direttamente la Costituzione a garantire a lui e a tutti gli altri presidenti emeriti della Repubblica, passati e futuri, i privilegi e le immunità attualmente in vigore.

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