Tempa Rossa: la Total condannata per corruzione per inchiesta 2008

Tempa Rossa: la Total condannata per corruzione per inchiesta 2008

Ieri, dal Palco della direzione nazionale del PD, Matteo Renzi “tuonava” contro i magistrati che stavano interrogando Maria Elena Boschi a 80 metri di distanza sul caso Tempa Rossa-Guidi: “le loro indagini non arrivano mai a sentenza”.

Renzi-Tempa-RossaEd ancora: “Fate subito il processo e arrivate presto a sentenza”, in una sorta di appello diretto ai pm di Potenza a proposito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata.

Contemporaneamente i giudici, a Potenza – in un sorta di risposta, lo accontentavano – condannavano i massimi dirigenti, gli imprenditori e gli amministratori della Total, a pene che vanno dai due ai sette anni di reclusione.

Il Tribunale di Potenza dunque, smentisce le affermazioni del premier, emettendo un verdetto su un’inchiesta gemella sul giacimento di Tempa Rossa, ma risalente al 2008. E così Renzi è stato di fatto smentito in “diretta” dai magistrati che criticava.

Le pene inflitte agli ex vertici della Total ed ad alcuni tra imprenditori e amministratori, vanno dai due ai sette anni di reclusione. I reati contestati ai 31 imputati a vario titolo sono: Turbativa d’asta, concussione, abuso d’ufficio, corruzione, tentata truffa aggravata e favoreggiamento. Il pm di Potenza Veronica Calcagno durante la requisitoria, aveva chiesto in totale 85 anni di carcere.

Inoltre il giudice, Aldo Gubitosi, nel dispositivo ha disposto la restituzione al pm degli atti relativi alle posizioni di Total, Sogesa e Impresa Ferrara “per nuove valutazioni”. Ciò significa che nonostante la condanna, altre “sorprese” potrebbero ancora arrivare.

Oltre ai vertici di Total Italia, Lionel Lehva ex numero, a cui sono stati inflitti tre anni e sei mesi, all’ex manager Jean Paul Juguet, ai due ex dirigenti locali della compagnia, Roberto Francini e Roberto Pasi sette anni, sono stati condannati sempre a sette anni, l’imprenditore Francesco Rocco Ferrara e l’ex sindaco di Gorgoglione (Matera) Ignazio Tornetta.

Cinque anni ciascuno invece, per l’ingegnere Roberto Giliberti e il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Corleto Perticara (Potenza) Michele Schiavello. Infine due anni e sei mesi sono stati inflitti all’imprenditore Nicola Rocco Donnoli.

Inoltre, è stato condannato in solido anche il Comune di Corleto Perticara (Potenza) “quale responsabile civile”, che dovrà risarcire dei danni la parte civile insieme a Schiavello, Pasi, Francini e Giliberti.

Per Lehva e Juguet è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, mentre per Pasi, Francini, Ferrara, Tornetta, Schiavello e Giliberti l’interdizione è perpetua. Diciotto gli imputati usciti assolti.

Per dovere di cronaca, ricordiamo che l’inchiesta, fu coordinata dall’allora pm di Potenza Henry John Woodcock che portò a sei misure di custodia cautelare in carcere, a quattro domiciliari e a cinque obblighi di dimora, riguardando gli amministratori locali, gli imprenditori e gli ex dirigenti della Total.

Matteo Renzi da questa vicenda sembra non riuscire più a tirarsene fuori, invischiato in una specie di “sabbia mobile”, in cui più si muove e più viene risucchiato sul fondo. Ieri Peppino Caldarola, giornalista di “lettera43.it “, da sempre sostenitore e difensore all’inverosimile del premier, ha scritto un editoriale, che udite, udite, condivido persino io.

Carderola, nell’editoriale “Renzi distrugge ma non sa ricostruire: pare Eltsin”, ha paragonato Renzi all’ex presidente russo Eltsin, cioè colui che distrusse la Russia, senza più ricostruirla. Questo fatto, aldilà della condivisione o meno del pensiero di Calderola, dimostra che il muro di gomma intorno al premier comincia a scricchiolare.

È cosa nota infatti, che quando la nave comincia ad imbarcare acqua – in questo caso petrolio – i topi … fuggono!!

 

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.