Renzi querela Grillo: mossa della disperazione?

Renzi querela Grillo: mossa della disperazione?

Matteo Renzi sente il fiato sul collo del M5S, quello visto ieri alla scuola di formazione del PD ‘Classe Democratica’, è premier ancora arrogante ma preoccupato.

renzi-guidi-digiorgiLe “batoste” degli ultimi giorni hanno colpito nel segno, Renzi è apparso se non ferito, quantomeno preoccupato. La preannunciata querela per diffamazione verso Beppe Grillo: “risponderà in tribunale alle accuse rivolte al Pd di avere le mani sporche di petrolio e di soldi, non può dire che la nostra gente è disonesta”, ne è la dimostrazione lampante.

La mossa, appare più come un tentativo di difendersi che un vero e proprio attacco, oltretutto alla prova dei fatti, non sembra possa sortite l’effetto desiderato, almeno sotto il profilo legale. Le parole profuse dai grillini sono supportate dai fatti, non hanno aggiunto nulla a quanto successo e questo tutto il PD lo sa benissimo ed in tribunale, difficilmente un giudice li condannerà.

E se ciò si verificasse, ci sarebbe il contro ricorso dei pentastellati con richiesta di danni, in quel caso sarebbe il PD a pagare, ma tanto i soldi sono dei cittadini italiani, sotto forma di finanziamento e questo Renzi lo sa benissimo.

Ed allora qual’è l’obbiettivo? Semplicemente tentare di sminare un campo diventato impraticabile.

Il caso “Guidi”, non è come gli altri, la portata dell’onda si sta allargando in maniera esporienziale, da onda si sta trasformando in “tsunami”. La procura insiste per l’arresto di Gianluca Gemelli compagno dell’ex ministro, negata dal p.m., e gli indagati aumentano coinvolgendo personaggi come il capo di stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

Il caso sta facendo da traino al referendum sulle trivelle, fino a questo momento tenuto accuratamente sotto chiave ed ecco allora arrivare questa offensiva, tutta incentrata sulla disperazione, le sue parole in tal senso sono eloquenti:”Siamo in un momento di attacco politico, in questi giorni dobbiamo essere pronti a replicare passo passo, punto per punto”.

Renzi quindi, cerca di tenere unito un partito frammentato, ripete più volte davanti ai giovani dem la parola “comunità”, cita i volontari delle feste dell’Unità e chiama tutti alle armi contro i “populisti” e i “demagoghi”, in testa ovviamente il M5S e la Lega.

A pochi giorni dal referendum del 17 aprile, e a poco più di due mesi dalle comunali di giugno, il caso Guidi diventa valanga. Ed è tutta qui la reazione di Renzi contro quella che definisce la “Santa alleanza” di chi “non vuole il cambiamento”. “Il problema non sono le trivelle o le comunali, il punto è che se la Camera a metà aprile approverà in sesta lettura le riforme costituzionali e a ottobre ci sarà il referendum, loro saranno spazzati via”. “Per questo attaccano ad alzo zero contro di noi. Stanno aggrappati allo scoglio perché è l’unico modo che hanno di non essere spazzati via”.

Una difesa che sa di disperazione, di ultima spiaggia, il premier si è accorto che questa volta, tutto può saltare.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.

Una risposta a “Renzi querela Grillo: mossa della disperazione?”

  1. Il discorso del topolino
    Renzi, alla scuola dei cadetti del PD:
    – noi siamo per la giustizia, chi ha sbagliato va a casa, anzi in carcere.
    E poi continua:
    – noi siamo per le sentenze dei tribunali, non per le sentenze di piazza, noi siamo perché i magistrati lavorino il più possibile.
    Hai capito . . . ora si spiega perché ogni giorno indagano su un politico del PD, per dare lavoro ai magistrati.
    Infatti fa scuola ai cadetti del PD, per dare continuità al lavoro dei magistrati . . . loro si che se la sudano la pensione.
    Caro Renzi, ti voglio ricordare che quando la sentenza dei tribunali e lenta, i popoli incazzati scendono in piazza . . . Vedi l’ultimo dittatore italiano che fine ha fatto . . . pubblica piazza appeso al collo, vedi di non tirare troppo la corda, che gli italiani hanno i coglioni pieni. Buona domenica.

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