Salute & Benessere. Manipolazioni vertebrali sicure solo in mani esperte: l’insufficienza vertebro-basilare

Salute & Benessere. Manipolazioni vertebrali sicure solo in mani esperte: l’insufficienza vertebro-basilare

Le Manipolazioni vertebrali sono un trattamento manuale della colonna vertebrale che risale a diversi millenni fa, ma che soni sicure solo se eseguite da mani esperte

Si tratta di una terapia medica a tutti gli effetti in quanto regolata da precise indicazioni e controindicazioni e somministrabile solo in seguito ad una precisa diagnosi, viene però praticata anche da figure professionali diverse dal medico, sfruttando vuoti e interpretazioni legislative quando non direttamente una mancata applicazione delle norme vigenti.

L’approccio al paziente deve essere improntato, in linea teorica, alla massima tutela dello stesso, motivo per cui, in Italia, al laureato in medicina non ancora abilitato è concesso solo di eseguire la misurazione della pressione arteriosa e della temperatura corporea.

Tuttavia nello stesso tempo si tollera che figure non mediche visitino, inquadrino da un punto di vista diagnostico e trattino manualmente i pazienti.

Il “mercato” delle manipolazioni vertebrali è fiorente in quanto sostenuto da una richiesta crescente ed ingolosisce molti. Ma all’aumentare del numero di operatori del settore, molti dei quali non laureati in medicina, non corrisponde necessariamente un aumento del livello qualitativo dell’offerta terapeutica.

Anzi, considerato che la diagnosi e la prescrizione degli esami strumentali necessari all’inquadramento diagnostico dei pazienti sono atti di esclusiva competenza medica, viene qualche dubbio, confermato dal fiorire di corsi self-made ben lungi dalla rigorosità di un percorso universitario e dalla recente proposta commerciale di corsi on-line, vero paradosso se si pensa che la disciplina in oggetto è prettamente pratica.

La pratica imprudente o imperita delle manipolazioni può essere molto pericolosa: nel febbraio 2016 la modella americana Katie May è morta in seguito alla lesione di un’arteria vertebrale dopo un trattamento chiropratico del rachide cervicale.

Gli accidenti cerebrovascolari sono una complicanza rarissima delle manipolazioni (1-2 casi ogni milione di trattamenti) ma, come visto, estremamente pericolosa.

Per questa ragione l’indicazione di terapia tramite tecniche di medicina manuale va posta con grande attenzione e occorre formulare una precisa diagnosi. Gli incidenti drammatici sono dovuti quasi sempre ad una errata selezione dei candidati: se infatti è estremamente improbabile che avvenga un danno irreparabile trattando paziente che non presenta controindicazioni, si possono invece registrare incidenti fatali eseguendo terapie avventate o manipolando soggetti con patologie predisponenti le complicazioni.

Fra queste una delle più pericolose, relativamente al trattamento del tratto cervicale, è l’insufficienza vertebro-basilare (IVB).

Si tratta di una sindrome caratterizzata per lo più da vertigini, nausea, vomito, diplopia e da disturbi dell’andatura. È dovuta ad una patologia del circolo posteriore cerebrale, dato principalmente da steno-ostruzione delle arterie vertebrali, che originano dalle arterie succlavie ed attraverso i forami vertebrale cervicali si riuniscono alla base del cranio dando origine al tronco basilare e al circolo di Willis.

Per cercare di ridurre il rischio di incidenti sono stati messi a punto dei test clinici al fine di individuare possibili condizioni di IVB nella fase di selezione del paziente. Il razionale su cui si basano é che le sollecitazioni meccaniche esercitate sulle arterie cervicali possono ridurre il diametro del lume vasale e quindi diminuire o stoppare il flusso sanguigno: in queste circostanze i rami collaterali in genere garantiscono la perfusione, ma se questo non avviene il paziente diviene sintomatico. I test sono considerati positivi, e quindi il paziente è considerato a rischio, quando all’esecuzione del test compaiono stato confusionale, vertigini, nausea, nistagmo, vomito, alterazioni del visus o perdita di coscienza.

Ma diversi studi che hanno valutato la sintomatologia clinica e l’esame Doppler sia in soggetti sani che affetti da IVB sottoposti a test pre-manipolativi, non hanno dimostrato una significativa capacità predittiva di questi test e che quindi sulla base di essi non è possibile individuare con certezza i soggetti che hanno una riduzione del flusso a livello delle arterie vertebrali.

Ancora di più, quindi, appare fondamentale effettuare un’accurata diagnosi differenziale e, in caso di dubbio, non avviare mai al trattamento i pazienti senza aver prescritto un esame Doppler che escluda segni di alterata funzione del circolo vertebrale.

Tutto ciò avverrà, ovviamente, se a valutare il paziente sarà un medico. In caso contrario…incrociamo le dita!

Salute & Benessere. Rubrica fissa su temi di interesse medico a cura del Dott. Accursio Miraglia

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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.