Salute &Benessere. Osteoporosi: le cause e il ruolo non secondario dell’ambiente

Salute &Benessere. Osteoporosi: le cause e il ruolo non secondario dell’ambiente

La riduzione della massa ossea dovuta alla perdita di minerali è un fenomeno comune che si verifica con l’avanzare dell’età, ma quando questo avviene in modo consistente si ha il fenomeno dell’osteoporosi

La malattia inizialmente è asintomatica e in genere ci si accorge di soffrirne quando una frattura arriva a segnalare che il danno alle ossa è già fatto. Tanti i fattori che predispongono a questa condizione: cambiamenti di equilibrio ormonale, quantità insufficiente di calcio e vitamina D, mancanza di attività fisica, fumo.

I numeri sono impressionanti: secondo una recente pubblicazione su “Archives of Osteoporosis”, condotta dall’epidemiologo Prisco Piscitelli e coordinata dal professor Umberto Tarantino dell’Università di Roma Tor Vergata oltre un milione e mezzo di fratture femorali da osteoporosi negli over 65 dal 2000 ad oggi, con una crescita costante fino a raggiungere quasi 100.000 ricoveri/anno per questo tipo di problematica dell’anziano (due pazienti su tre hanno più di 80 anni).
Gli esiti, poi, sono spesso drammatici: 400.000 decessi post-frattura e 200.000 casi di invalidità permanente.

Enormi anche i costi per la società: tra il 2000 e il 2019 si stimano in 18 miliardi di euro i costi sanitari per ricoveri, interventi e riabilitazione, a cui si aggiungono almeno 2 miliardi di pensioni d’invalidità pagati dall’INPS.

Alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi recenti studi suggeriscono che anche le esposizioni ambientali possono essere associati a un aumento del numero di fratture dovute a scarso trofismo osseo.

Secondo la professoressa Elena Colicino, del Mount Sinai Hospital di New York e componente del Comitato Scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale, “l’inquinamento atmosferico (il particolato con un diametro minore di 2.5 micron) è stato recentemente associato a un incremento di tasso di ospedalizzazione per fratture femorali e di polso in 9 milioni di americani over 65 anni e in 6000 norvegesi. Una cattiva qualità dell’aria (con elevati livelli di PM2.5, PM10 e black carbon) è stata, inoltre, associata a una riduzione della densità ossea in uno studio condotto sia su uomini di mezza età, che su uomini tra 75 e 76 anni”.

Fra i fattori ambientali imputati il piombo, il mercurio, e il cadmio hanno mostrato di contribuire alla demineralizzazione ossea e a un più alto rischio di osteoporosi. Si ipotizza anche un ruolo di nuovi composti chimici come i cosiddetti PFAS (sostanze perfluoroalchiliche o acidi perfluoroacrilici) presenti nelle confezioni alimentari, nel pentolame e come inquinanti domestici che, agendo sul sistema endocrino, modulano gli ormoni e hanno un impatto sulla salute delle ossa, provocando una riduzione della loro densità e osteoporosi.

“Questi risultati indicano che tra i possibili rischi della decalcificazione e fratture ossee si possono includere anche fattori ambientali. Cambiamenti tecnologici e politici volti a ridurre le emissioni atmosferiche dannose potrebbero ridurre l’impatto economico per la sanità pubblica anche in quest’ambito”, conclude il professor Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale.

Salute & Benessere. Rubrica fissa su temi di interesse medico a cura del Dott. Accursio Miraglia

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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.