Salute & Benessere. Manipolazioni vertebrali: l’importanza della diagnosi

L’uso delle mani per il trattamento medico della colonna vertebrale e delle articolazioni periferiche risale al 2000 a.C.

Nella foto il dott. Accursio Miraglia in azione

Questo tipo di terapia, medica a tutti gli effetti in quanto regolata da precise indicazioni e controindicazioni, è stata però “abbandonata” dai medici per centinaia di anni, nei quali è stata esercitata da figure popolari quali i bonesetters (aggiustaossa) Inglesi, equivalenti dei cerusici e dei barbieri, che per secoli hanno esercitato la piccola chirurgica medica ed odontoiatrica.

Solo a metà dell’800, grazie ad un medico americano, Andrew Taylor Still, la terapia manuale ritorna “nelle mani” dei medici. Still, deludo dalla medicina dell’epoca che non era stata capace di salvare tre dei suoi figli, morti in giovane età, teorizzò che tutte le malattie insorgessero da disordini funzionali della colonna vertebrale. Nasceva così l’Osteopatia.

Sull’onda degli indubbi risultati ottenuti dal medico americano, benché i trattamenti di fatto non fossero basati su teorie scientifiche dimostrabili, Daniel David Palmer, un commerciante suo connazionale, mise a punto un’altra disciplina che riconosceva nei disordini della colonna vertebrale la causa di numerose patologie: la Chiropratica.

Da allora e per molti anni queste discipline sono state esercitate sulla base di teorie olistiche non sempre validate da studi scientifici. Teorie che, in verità, a distanza di più di un secolo, non hanno conosciuto aggiornamenti.

La pratica delle manipolazioni vertebrali subì una vera e propria rivoluzione alla fine degli anni cinquanta del secolo scorso per opera di un medico francese, Robert Maigne. Il suo merito è stato quello, dopo aver effettuato degli studi di Osteopatia, di trasformare delle metodiche ancora largamente empiriche in una disciplina medico-scientifica, basata su una rigorosa osservazione clinica e su studi anatomo-patologici: nasceva così la Medicina Manuale.

Riconoscendo l’efficacia delle tecniche sia dell’Osteopatia che della Chiropratica, Maigne ne riprese e modificò alcune. Non ne abbracciò, invece, i concetti olistici e filosofici, portando le manipolazioni vertebrali nell’ambito scientifico della Medicina Ufficiale.

Maigne teorizzò l’esistenza di disfunzioni funzionali benigne del rachide, responsabili di dolori locali e a distanza (dimostrando con studi anatomici la validità delle sue teorie) e mise a punto un esame obiettivo specifico che permette al medico di individuare e poi trattare i segmenti disfunzionali.

Ma la vera rivoluzione di Maigne fu quella di inserire la Medicina Manuale in un percorso diagnostico tipicamente medico, caratterizzato da un esame obiettivo generale (per valutare lo stato di salute complessivo del paziente), uno specialistico (per individuare il segmento sofferente), e dalla prescrizione e valutazione (esclusiva competenza dei medici) di tutti gli accertamenti necessari ad escludere altre patologie rispetto a quelle vertebrali.

La diagnosi, atto di assoluta pertinenza medica, è infatti la base imprescindibile da cui partire per qualunque trattamento manipolativo.
Occorre infatti sempre, prima di avviare un paziente ad un trattamento manipolativo, escludere che la patologia dolorosa possa essere legata ad altre malattie, magari anche gravi. Sono molte, infatti, le patologie che simulano una banale cervicalgia o lombalgia, ed è per questo che questo tipo di disciplina richiede assolutamente un approccio mediato dalla cultura medica specialistica.

Differenziare, ad esempio, una lombalgia disfunzionale da un aneurisma dell’aorta o una cervicobrachialgia disfunzionale da un tumore polmonare può fare la differenza fra curare un paziente o, invece, arrecargli un grave danno.

Per troppo tempo si è ritenuto che il trattamento del rachide potesse essere delegato a figure professionali non mediche.
Finisce così l’era degli “aggiustaossa”, delle varie figure tecniche più o meno qualificate che non hanno comunque titolo per prescrivere e valutare esami specialistici o per formulare diagnosi, ed inizia quella dei medici che, finalmente, trattano in prima persona i pazienti.

La Medicina Manuale riconosce numerose indicazioni terapeutiche: è efficace in caso di patologia da ernia discale, cervicalgia, cervicobrachialgia, cefalea di origine cervicale, sindrome vertiginosa, pseudotendiniti di spalla, epicondiliti, dorsalgie comuni, distorsioni costali, lombalgie, sciatalgie, cruralgie.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

Prima pagina, Salute & Benessere
Accursio Miraglia

Informazioni su Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

Precedente La Corea del Nord sfida il mondo: Kim Jong-Un lancia un missile intercontinentale Successivo Caso Puigdemont: Tribunale belga rinvia decisione e la Corte Suprema spagnola revoca mandato arresto internazionale