Salute & Benessere. Lo sport rende felici adulti e bambini

Salute & Benessere. Lo sport rende felici adulti e bambini

Lo sport? L’elisir della felicità, studi canadesi lo confermano

La chiave della felicità si trova nello sport. A sancirlo è uno studio condotto in Canada, secondo cui le persone che fanno sport sarebbero felici per un periodo di tempo nettamente più lungo rispetto alle persone che non praticano sport.

Che lo sport facesse bene al corpo ed anche alla mente era un fatto noto già da molto tempo, ma adesso si sa anche che i benefici durano nel tempo.

A spiegarci la ragione di un simile fenomeno è uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista “American Journal of Epidemiology”.

Secondo quanto emerso, sembra che l’attività fisica contrasti l’atrofia cerebrale, ed in tal modo induca anche un notevole miglioramento del nostro umore.

Lo studio è stato condotto per un 15 anni, durante i quali sono stati analizzati i dati registrati da diverse “Indagini sulla salute della popolazione”.

Da quanto appurato pare che, nell’85% dei casi, essere fisicamente attivi sia associato a più alte probabilità di essere felici, mentre in coloro che non svolgono attività fisica il tono dell’umore è decisamente più basso.

L’effetto dell’attività fisica può “salvare” i più pigri in qualunque momento: infatti chi da una vita sedentaria passa ad una vita più attiva, grazie allo sport, ha un miglioramento del tono dell’umore sia nell’immediato che a distanza (valutazioni effettuate a due e quattro anni).

Questo tipo di studi, solitamente effettuati sugli adulti, è stato proposto anche ai bambini, con risultati altrettanto incoraggianti.

Secondo uno studio pubblicato su Pediatrics da un team dell’Università di Scienza e Tecnologia di Trondheim, infatti, l’esercizio fisico aiuta i bambini a tener lontana la depressione.

Gli scienziati hanno verificato l’attività dei bambini, che successivamente sono stati intervistati insieme ai genitori per comprendere l’eventuale presenza e gravità dei sintomi depressivi.

Dai dati raccolti emerge che, all’età di 6 e 8 anni, i bambini che avevano svolto attività fisica da moderata a vigorosa avevano meno probabilità dei coetanei sedentari di sviluppare disturbi depressivi due anni dopo.

Le interviste hanno valutato la salute mentale dei piccoli all’età di 6 anni; poi è iniziato un follow up con genitori e figli all’età di 8 e 10 anni per verificare l’eventuale comparsa di sintomi depressivi.

Ai bambini di 6 e 8 anni è stato chiesto di indossare accelerometri portatili per una settimana allo scopo di verificare il livello di attività fisica. In tal modo, gli scienziati hanno potuto scoprire il ruolo protettivo dell’attività fisica da moderata a intensa nei confronti della successiva comparsa della depressione.

«Va tuttavia precisato che lo studio non ha trovato associazioni tra inattività e sintomi depressivi», riprende Zahl, che conclude: «L’attività fisica può prevenire la depressione diminuendo lo stress, aumentando l’interazione sociale, migliorando l’autostima e l’immagine corporea nonché l’apprendimento e il rendimento scolastico».

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.