Salute & Benessere. Kissing spine: quando “i baci” fanno male

La sindrome di Bastruup, descritta nel 1932 da un medico danese di cui porta il nome, è una patologia osteo-articolare caratterizzata da una artrosi interspinosa molto severa e da un’accentuazione della lordosi lombare talmente grave da determinare un contatto reciproco fra i processi spinosi vertebrali.

È anche conosciuta come Kissing Spines (la schiena che si bacia), ma di sentimentale vi è davvero poco.

I soggetti più colpiti sono le donne fra i 30 e 50 anni, anche se non di rado ne soffrono anche soggetti più anziani.

La causa principale di questa patologia risiede in una alterazione costante e ripetitiva della postura, come accade in soggetti con dorso curvo ed iperlordosi lombare, con eccesso ponderale ed addome prominente, in persone che per lavoro trascorrono molte ore in posizione seduta. Anche le gravidanze ripetute e lo stile di vita sedentario possono essere una causa predisponente.

La sintomatologia è caratteristica: i pazienti presentano una evidente iperlordosi, lamentano difficoltà a mantenere la stazione eretta,  limitazione funzionale del rachide dorso-lombare, dolore alla pressione sulle spinose delle vertebre interessate (in genere III, IV e V vertebra lombare), ed ipostenia degli arti inferiori.

La diagnosi si basa sugli elementi clinici e sui dati rilevabili da una semplice radiografia in proiezione laterolaterale, che evidenzia l’estrema iperlordosi ed il contatto fra i processi spinosi del tratto lombare, fra in quali si possono formare delle vere e proprie neo-articolazioni.

Benché il decorso della sindrome di Bastruup tenda ad essere progressivo, è possibile un approccio terapeutico, differenziato in base alla progressione della malattia.

Nelle fasi iniziali è possibile un trattamento riabilitativo volto a ridurre l’iperlordosi sia attivamente, con ginnastica medica e rinforzo dei muscoli addominali associato a stretching dei lombari, sia passivamente, con massaggi decontratturanti e sedute di Medicina Vertebrale. Sono utili anche i mezzi fisici (Laser, Ultrasuoni, TECAR, IR), al fine di ridurre la contrattura, il dolore e l’infiammazione. In questa fase l’uso di farmaci antidolorifici, anti-infiammatori (steroidei e non steroidei) e decontratturanti può essere utile per attenuare la sintomatologia del paziente e consentirgli di eseguire i trattamenti riabilitativi.

Il controllo (o la riduzione ove necessaria) del peso ed una attività fisica finalizzata al mantenimento di un corretto trofismo della muscolatura lombare sono fondamentali.

Quando la patologia è in fase avanzata, non si riesce a ridurre la sintomatologia dolorosa e la degenerazione anatomica del tratto lombare appare irreversibile, si può ricorrere all’intervento chirurgico.

Se in passato si praticava (spesso con poco successo) la resezione dei processi spinosi lombari, da qualche anno è in uso la IPD (Interspinous Process Distraction) BacJac: consiste nell’applicare un dispositivo rigido interspinoso che limita l’estensione del rachide, mentre non limita la rotazione assiale e la flessione laterolaterale.

L’intervento è di tipo mini-invasivo, con un incisione di circa 4 cm ed una durata che raramente supera i 30 minuti.

Il posizionamento del dispositivo non modifica le condizioni ai metameri sopra e sottostanti, diminuisce la pressione sia a livello del disco che delle faccette articolari ed aumenta la superficie del canale spinale e dei forami di coniugazione dello spazio interessato.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

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Accursio Miraglia

Informazioni su Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

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