Salute & Benessere. Il latte materno è insostituibile

Salute & Benessere. Il latte materno è insostituibile

La natura pensa a tutto e sebbene l’uomo abbia creato il latte artificiale, quello materno rimane insostituibile

Il latte materno é composto da macronutrienti standard come le proteine, i grassi e i carboidrati e per oltre l’80 per cento di acqua. Quello che lo rende unico è la composizione, che è specifica per il bambino, e varia sia che nel tempo che all’interno di una poppata.

Il latte materno ha una prevalente concentrazione di lattosio, perché gli zuccheri sono fondamentali per lo sviluppo cerebrale del neonato che è in grande espansione nei primi mesi di vita. Il lattosio fornisce da solo il 40 per cento dell’apporto nutritivo. È inoltre presente una bassa, ma fondamentale, quota di oligosaccaridi, cioè di piccole catene di zuccheri semplici, che hanno scarsa funzione nutritiva ma che sono indispensabili per la protezione dalle infezioni contribuendo ad una corretta composizione del microbiota intestinale.

La proteina più importante del latte materno è la caseina (quella che dà il colore bianco al latte), ma sono presenti anche glicoproteine come la lattoferrina, che ha importanti funzioni antibatteriche, e le sieroproteine, che sono fondamentali perché rendono il latte materno più digeribile rispetto al latte artificiale.

Il latte materno, infatti, viene digerito all’incirca in 40 minuti, mentre quello latte artificiale in oltre 70-80 minuti. Questo spiega perché il bambino si attacca al seno più spesso: lo stomaco si svuota più velocemente. Il latte è anche ricco di acidi grassi essenziali e polinsaturi, quelli che rendono unica e sana la dieta mediterranea.

Ma cosa rende il latte materno insostituibile?

Tutte le componenti nutrizionali del latte materno possono essere riportate in quello artificiale, ma la vera differenza tra latte materno e latte artificiale la si trova soprattutto negli elementi bioattivi come ormoni, ormoni regolatori, cellule antinfiammatorie, fattori di crescita, fattori di protezione virale e antibatterica.

È questa la vera differenza che rende il latte materno inimitabile, vivo, capace di adattarsi sia alla mamma che lo produce sia alle caratteristiche del bambino che lo assume. Per questo il latte materno non deve essere considerato “solo” l’alimento perfetto per il neonato, ma un importantissimo determinante di salute, con la valenza di un vera e propria vaccinazione naturale.
Il latte materno si evolve: non nasce in una maniera e rimane così, ma cambia in funzione delle situazioni e delle diverse fasi di maturazione.

Il latte prodotto nei primi giorni si chiama colostro, un latte “speciale” che precede il latte materno maturo e ha una composizione totalmente diversa. La produzione di colostro inizia subito dopo il parto e in alcuni casi anche in gravidanza. Acquisisce le sue caratteristiche principali entro i primi 3-4 giorni dopo il parto. Intorno alle due settimane si trasforma nel latte maturo, dopo una fase di transizione detta “latte di transizione”.

Il colostro è prezioso, contiene meno lattosio (che richiamando acqua è il maggiore determinante dei volumi prodotti) e infatti le sue quantità sono misurabili in cucchiaini. Una donna normalmente produce dai 10 ai 20 ml di colostro al giorno. Bisogna peraltro tenere conto che lo stomaco di un bambino di pochi giorni di vita non è più grande di una biglia ed è poco distensibile per cui quella è la quota ideale che deve consumare.

Nel colostro si trova un’aumentata concentrazione di sodio, una ridotta concentrazione di grassi e di lattosio, ma rispetto al latte materno maturo ha una più alta concentrazione di proteine.
Il colostro non ha solo una funzione nutritiva ma anche una funzione protettiva poiché contiene un’alta concentrazione di cellule antinfiammatorie e di immunoglobuline A secretorie che dalla madre passano al bambino. Le immunoglobuline A secretorie sono delle “sentinelle” che stimolano e modulano la risposta immunitaria nel neonato, colonizzano l’apparato respiratorio e intestinale (i sistemi aperti all’ambiente esterno) determinando una fondamentale azione di immunizzazione precoce.

Quindi attraverso il colostro la mamma trasmette al bambino gran parte del suo bagaglio immunologico e lo immunizza nei confronti di un’ampia categoria di problematiche prevalentemente infettive. 

L’Oms consiglia di allattare fino a quando mamma e bambino lo desiderino, non c’è un limite temporale oltre il quale è conveniente smettere. É assolutamente consigliabile arrivare almeno ai sei mesi di allattamento esclusivo per permettere al latte materno di svolgere appieno le sue funzioni benefiche, ma l’allattamento mantiene la sua importanza anche dopo, come alimento complementare, quando di solito i bambini si svezzano con pappe salate.

È fondamentale sapere che tanto più è prolungato l’allattamento tanto è maggiore e duratura la protezione nei confronti di un gran numero di patologie, soprattutto infettive a carico dell’apparato respiratorio e gastroenterico, ma anche leucemie, obesità, diabete, allergie e morte in culla (il latte materno riduce l’incidenza di morte in culla di un caso su tre).

L’allattamento materno dà benefici non soltanto al bambino, ma anche alla mamma. Ad esempio riduce fino al 30% per cento il rischio di tumori alle ovaie e al seno e questa percentuale aumenta quanto più a lungo la mamma allatta.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia. 

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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.