Renzi e la “Pantomima” contro Bruxelles

Renzi e la “Pantomima” contro Bruxelles

Il caso di Quarto non ha funzionato, nonostante l’armamentario di uomini e mezzi profuso, il Pd di Renzi non ha tolto un solo voto al M5S, anzi ha procurato un ulteriore calo dei propri consensi.

Renzi--Jean-Claude-JunckerA dirlo non siamo noi, ma niente meno che la terza rete RAI nella trasmissione “Agorà”, una delle più fedeli al premier – qui l’articolo – nel sondaggio di ieri infatti, fatto dopo una settimana del caso del sindaco Capuozzo il Pd scende e i 5S rimangono stabili.

I continui arrivi di nuovi indagati e di arresti nelle file degli amministratori pubblici piddini, nonché la vicenda Boschi/Banca Etruria, rinvigorita dalle dichiarazioni del faccendiere Carboni, prefigurano un ulteriore avanzata dei pentastellati a discapito di tutti. Ed allora Renzi ha messo in atto lastrategia del diversivo”, inventarsi un caso, ma grosso, in modo da distogliere l’attenzione dei media dai problemi reali e convogliarli nel “nulla farlocco”.

Cosa c’è allora di meglio se non montare un caso su uno dei temi più odiati dagli italiani, cioè l’Europa?

Ed ecco arrivare la “pantomima” dello scontro con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Operazione riuscita. I media da ieri non hanno parlato d’altro, le testate allineate pronte ad esaltare lo spirito combattivo ed intransigente del premier e a descriverlo come colui che ci salverà dall’austerità e dal rigore della Merkel.

L’attacco, studiato a tavolino, è mirato ad ottenere due aperture: la flessibilità sul rapporto deficit-pil e l’ultimo pomo della discordia, la bad-bank di sistema, promossa dal governo per proteggere il sistema bancario ma osteggiato da Bruxelles. Se l’impresa riuscisse, Renzi in un solo colpo riuscirebbe ad oscurare il caso Boschi ed ad ottenere i consensi mancanti.

Il premier si sa, è un opportunista e si sta approfittando della situazione, almeno da quanto raccontato da un europarlamentare italiano, citato da La Stampa: “Renzi ha fiutato l’odore del sangue… Osserva Juncker e Merkel in evidente difficoltà e pensa sia il momento giusto per prendersi qualche rivincita”.

Ma il gioco è molto rischioso, più di quanto forse il capo del governo non abbia calcolato. Qui non si trova davanti dei bravi ragazzi che se attaccati sanno solo manifestare democraticamente le loro ragioni, qui davanti si trova gente che nel 2011, per molto meno si è “sbarazzata” di Silvio Berlusconi, allora ancora fortissimo nel giro di due mesi, senza colpo ferire.

E che Renzi debba aspettarsi un contraccolpo non di lieve entità è da leggere nelle parole di Pittella che suonano come minacce dirette a Juncker, che non sono sfuggite a Renzi, che le spiega, sornione: “Non credo nello scontro. E non credo, soprattutto, che convenga a Juncker. Abbiamo i numeri per far saltare la sua maggioranza“. Poi con il solito sorriso, che ha molti sa di presa in giro ha aggiunto: “Ma siamo saggi, e non lo faremo”.

Una chiara minaccia al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. che difficilmente sarà lasciata cadere nel vuoto, questa è gente che non scherza: a giocare con il fuoco… ci si brucia.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.