Regia trazzera M5S: dopo i Carabinieri, ora indaga la prefettura: di chi è la strada?

Regia trazzera M5S: dopo i Carabinieri, ora indaga la prefettura: di chi è la strada?

trazzeraTutto come da copione, i filo governativi e i denigratori della bretella alternativa a 5S, hanno smarrito “la strada” e non sanno più cosa fare. Dopo che il 31 luglio, i carabinieri – Vedi articolo – avevano fatto visita al comune di Caltavuturo acquisendo la documentazione sulla “regia trazzera”, non trovando nulla di anomalo, i denigratori dell’opera per nulla intimoriti, hanno tirato in ballo anche la prefettura. In quella occasione avevamo scritto che probabilmente i Carabinieri non erano gli unici ad essere stati allertati. Avevamo visto giusto.

Ci arriva infatti la segnalazione di una nota della prefettura di Palermo la n. 73813 che porta la data del 31 luglio scorso, quindi lo stesso giorno della inaugurazione della trazzera 5 stelle che accorcia le distanze fra Palermo e Catania, in cui la prefettura incarica la polizia stradale di fare verifiche sulla strada in oggetto. Verifiche quindi, che vanno ad aggiungersi all’acquisizione di carte da parte dei carabinieri avvenuta proprio il 31 luglio. Caspita che tempestività!

La nota del gabinetto della prefettura di Palermo è firmata del vice prefetto vicario e controfirmata anche da un vice prefetto aggiunto. E per conoscenza, inviata all’Anas, all’assessorato regionale infrastrutture e trasporti, al Commissario straordinario della provincia e al sindaco di Caltavuturo.

Ma la richiesta di verifica a cosa mira, visto che la documentazione al momento appare abbastanza esaustiva? I dubbi, noi preferiamo chiamarli “cavilli”, sono incentrati sulla proprietà della strada. Ed ecco cosa hanno scoperto i solerti investigatori. Le trazzere erano gestite da un apposito ufficio che si chiamava , appunto, delle ex regie trazzere. Questo ufficio si è occupato di assegnare un proprietario a queste strade, nel tempo è stato però  lentamente dismesso ed i vari procedimenti non sono stati tutti completati, alcuni quindi sono ancora in corso.

Alcune di queste sono state affidate ai beni Culturali perché hanno un interesse storico-monumentale, altre invece agli ispettorati agricoli, perché usate quasi esclusivamente per l’agricoltura o perché i tracciati avevano con se acquedotti dei consorzi di bonifica.

Quelle che non avevano particolarità specifiche, sono state trasferite alle province come strade di collegamento fra comuni o ai comuni come strade di collegamento comunale. E qui scatta l’indagine: non tutti gli atti sono completi.

Quindi a cosa verte questo controllo? Semplicemente ad appurare se il comune di Caltavuturo, cioè colui che ha firmato tutti i permessi sia il reale proprietario della “regia trazzera”. Perché se così non fosse, i permessi rilasciati dal comune sarebbero nulli e la strada illegale.

Ora facciamo una riflessione di ordine politico. Difficilmente sia il comune che i 5S, hanno tralasciato di controllare questo aspetto fondamentale della vicenda, ma ipotizziamo per assurdo che il comune non sia il proprietario, cosa faranno, chiuderanno la trazzera? Si, probabilmente si. Ma la perdita di consenso politico sarebbe il doppio di quella della strada aperta. Chi ha avuto modo i utilizzarla e ad oggi sono stati tantissimi, hanno apprezzato il risparmio di tempo che è nell’ordine dei 40 minuti. La chiusura di questa scorciatoia quindi, renderebbe i politici e le istituzioni ancora più “odiosi” di quanto l’elettorato già non li veda, perché priverebbe i cittadini di un bene esistente e funzionante senza una ragione pratica.

Quando la pezza è peggio del buco!

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