Reddito di Cittadinanza, Casalino(M5S): “Se non trovano i soldi faremo fuori chi sta al Ministero”, Ecco perchè ha ragione

Reddito di Cittadinanza, Casalino(M5S): “Se non trovano i soldi faremo fuori chi sta al Ministero”, Ecco perchè ha ragione

La sinistra proEuropa – con cui Berlusconi non esita ad allearsi – grida allo scandalo, ma chi terrebbe al proprio servizio un dipendente che agisce di testa propria – o sotto ordini esterni – invece di seguire i dettami del capo?

Che Paese bislacco che è l’Italia, dopo trent’anni di Rai3 e La7 a colonna continua ormai anche le considerazioni più normali appaiono come gravi attentati al sentimento democratico, anzi, al Partito Democratico, unico partito, o partito unico.

In questi giorni ha tenuto banco la bufera sull’audio che Rocco Casalino – dello staff del M5S – attualmente portavoce del Premier Giuseppe Conte, ha inviato ad un giornalista confidenzialmente, dice, citiamo testualmente:

“Nessuno mette in dubbio che il ministro Tria non sia serio; un ministro serio che si occupa dei problemi degli italiani ecco non era riferito a Tria, era un concetto più generale. Comunque se domani vuoi uscire con una cosa che può essere simpatica, – dice Casalino al giornalista infedele – la metti come che nel Movimento 5 Stelle è pronta una mega vendetta, cioé c’è chi giura (lo metti come una fonte parlamentare però eh) che se poi non dovessero uscire all’ultimo i soldi per il reddito di cittadinanza, tutto il 2019 sarà dedicato a far fuori una marea di gente del MEF – Ministero di Economia e Finanza -.

Non ce ne fregherà veramente niente, ci sarà una cosa ai coltelli proprio. Perché ormai abbiamo capito che Tria c’entra il giusto, relativamente. Qui il vero problema è che ci sono lì al ministero dell’Economia una serie di persone che stanno lì da anni, da decenni, e che hanno in mano tutto il meccanismo e proteggono il solito sistema e quindi non ti fanno capire tutte le voci di bilancio nel dettaglio quello che si possa tagliare. Perché non è accettabile che non si trovano dieci miliardi del cazzo, cioé non è che stiamo parlando di duecento miliardi ma di dieci; una manovra di venti trenta liardi la fanno tutti i governi, non c’è niente di straordinario. Il fatto che c’è questa resistenza fa capire che c’è qualcosa che non va. Noi crediamo che tutto andrà liscio ma se per caso alla fine dovesse venir fuori che i soldi non li abbiamo trovati, dopodiché nel 2019 ci dedicheremo soltanto, ci concentreremo a far fuori tutti questi pezzi di merda del MEF”.

Tante sono state le critiche, il “segretario”che poverino, rappresenta a stento sé stesso, se Renzi gli da il permessodel Partito Democratico Maurizio Martina ha detto: “le parole di Casalino sono inaudite, Conte lo licenzi”, mentre il presidente del Parlamento Ue vicino a Berlusconi, Antonio Tajani, si è spinto più in là con le stupidaggini: “le purghe del M5S ricordano Stalin, la Lega li fermi”.

E mentre leggo queste reazioni abbastanza patetiche, non posso non chiedermi cosa abbia detto di male Casalino. Purtroppo viviamo in un’Italia dove i funzionari pubblici – soprattutto i magistrati, ma non solo loro – non possono essere mai toccati o tirati in ballo. Viviamo nel dogma della burocrazia.

Ed attenzione, la burocrazia è importantissima, una nazione non si potrebbe reggere senza, e di certo non si può pensare che ad ogni nuova elezione debba cambiare necessariamente l’apparato burocratico secondo le correnti politiche in ascesa o in decline. Tuttavia, la burocrazia per sua natura è un mezzo, uno strumento. 

Poniamo l’esempio di una Nazione che sia come una fabbrica, la burocrazia è un macchinario, nel nostro caso però, il macchinario necessita di una password per essere usato al massimo delle sue funzioni. Ad un certo punto, il proprietario della fabbrica cambia l’addetto al macchinario, per sue motivazioni, ma il nuovo operario non possiede la password e non può lavorare al massimo delle sue capacità. In economia, o nella vita di tutti i giorni, questo sarebbe un discorso sensato? Ovviamente no.

Un macchinario deve funzionare bene con tutti gli operai che lo usano senza avere “password”, se il macchinario non funziona bene con chiunque lo usi ci sono due possibilità: o è difettoso o non è adatto ad una fabbrica, e va sostituito. Lo stesso vale per la burocrazia di una nazione.

Da giornalista – vero, non blogger, con tutto il rispetto per la categoria -, ho potuto vedere con i miei occhi come un semplice dirigente di un Comune da quattro soldi possa affossare un’amministrazione comunale senza troppe difficoltà. Immaginate cosa potrebbe fare – se le accuse di Casalino fossero effettivamente fondate – uno staff di tecnici del ministero che gestisce il denaro della nazione e che volontariamente rema contro un governo.

Il governo M5S-LEGA è sostenuto dal 60% dei cittadini italiani, lo sanno anche i sassi, e se a qualcuno al Ministero effettivamente questa cosa non piace, o se ne fa una ragione o è giusto che venga rimosso dall’incarico. La burocrazia è uno strumento, non uno strumento di lotta politica, chi vuole lottare si presenti alle elezioni, si faccia eleggere e poi in parlamento avrà il ruolo che il popolo sovrano gli avrà concesso con il voto.

 

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Sean Gulino

Pubblicato da Sean Gulino

Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Blog Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.