Re Giorgio: un “monarchico” finto comunista

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Le cronache ci dicono che Napolitano era figlio di re Umberto II di Savoia, nei fatti ha restaurato la monarchia distruggendo la costituzione.

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La madre di Napolitano era la contessa di Napoli Carolina Bobbio, una delle tante dame di compagnia della regina Maria Josè, moglie del Re Umberto II.

Che Giorgio Napolitano, sia tra i mandanti della distruzione della costituzione è ormai cosa nota a tutti, un po meno le ragioni di questa sua vera e propria “ossessione”.

Re Giorgio durante il suo mandato, ha spinto il parlamento a fare in fretta e spesso ha rilasciato dichiarazioni ufficiali che a parere di molti, hanno prevaricato il suo ruolo istituzionale di “super partes” e custode della costituzione di cui era il garante, spingendo perché il testo si approvasse senza modifiche, che peraltro è una grave violazione delle prerogative dei parlamentari che sono stati eletti per legiferare senza vincoli di mandato.

Usare dunque il termine “ossessione” non è fuori luogo, anzi, ma quello che molti si chiedono è il perché di questo accanimento, come se proprio la costituzione fosse in se stessa una cosa negativa.

Una risposta a questo rebus, ci viene data dalla storia personale di questo personaggio, molti pensano che essendo un ex comunista, odi la libertà e sia fautore della dittatura. È vero, ma non nel senso che ci si aspetta e ne spieghiamo i motivi.

Tutto parte dai suoi natali, la madre era la contessa di Napoli Carolina Bobbio, figlia di piemontesi ed era una delle tante dame di compagnia – di cui il “focoso” Re amava circondarsi ed appartarsi – della regina Maria Josè, cioè la moglie Umberto II. Quindi Napolitano nasce “conte” titolo che non appena diventato comunista, ha ben nascosto.

Questi fatti sono confermati da uno dei comunisti più informati, il grande giornalista e partigiano Ciro Soglia, secondo il quale la mamma di Napolitano, dama di compagnia di Maria Josè, ebbe una relazione con Umberto II dalla quale nacque il futuro presidente della Repubblica Italiana.

A detta dei conoscitori però, pare che in questa storia ci siano delle imprecisioni. La contessa di Napoli Carolina Bobbio, si dice che si “intrattenesse” con il principe Umberto già prima che il futuro Re si sposasse – ricordiamo che Umberto divenne Re nel 1946 e solo per pochi mesi – mentre Napolitano nacque il 29 giugno 1925, per cui la storia risalirebbe almeno al 1924. Facendo un po di calcoli, appare evidente che la relazione risale agli anni in cui il principe era ancora scapolo e libero, infatti, Umberto si fidanza con Maria Josè il 24 ottobre del 1929.

Quindi le storielle di tradimenti con orge, scenate e le fughe di Maria Josè ferita nell’onore, sono solo ad uso scenografico. Maria Josè si sposa l’8 gennaio del 1930 e a quella data il fattaccio era già avvenuto da un pezzo, infatti nel giorno delle nozze, il piccolo Giorgio aveva già 5 anni e mezzo.

Ovviamente non esiste nessuna prova del DNA, questo è materiale per “Lucarelli”, ma in compenso abbiamo molti elementi che riteniamo inconfutabili. In primis, la somiglianza fisica, che tra Umberto e Giorgio è impressionante, sembra una “clonazione”. Oltre ai tratti somatici, i due sono uguali anche nel portamento, nei modi di fare e nello “stile regale”, non per nulla Napolitano è stato soprannominato “RE” Giorgio.

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Inoltre quando Napolitano divenne presidente della Repubblica da capo di uno stato repubblicano fece un atto non conciliabile con la carta sulla quale aveva giurato: rese omaggio alle tombe dei Savoia al Pantheon e lo fece platealmente con preghiere, corone di alloro e riverenza, un atto che ha evidenziato il rispetto per la monarchia ed il disprezzo per la repubblica. D’altronde Napolitano negli anni prima del 1945 era un monarchico che stava con i fascisti, infatti  fu anche iscritto ai gruppi universitari fascisti.  Divenne comunista dopo la fine della seconda guerra mondiale e non sono in pochi a sussurrare che in realtà fosse un infiltrato degli americani, tant’è che fu tra i primi comunisti accettati in visita negli USA.

Queste storie trovano ulteriore conferma in alcune dichiarazioni di Marco Pannella che il 1° gennaio del 2015 si rivolge a Giorgio Napolitano con queste parole: “ la storia del nostro Presidente della Repubblica è la storia di chi ha notoriamente sangue dei Savoia e avrebbe potuto diventare Re”.
È evidente che Pannella conoscesse bene la storia di Napolitano e la sua discendenza dai Savoia.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.

2 Risposte a “Re Giorgio: un “monarchico” finto comunista”

  1. Se questa storia fosse vera, potrebbere essere una valida risposta a tutti quelli che si chiedevano cosa ne sarebbe stato del nostro Paese se la Monarchia avesse prevalso sulla Repubblica. I Savoia hanno distrutto e spolpato con l’unitá d’Italia il ricchissimo e piú progredito mezzogiorno. A quanto sembra, uno di loro entrando in politica, ha avuto un’altra mezza chance nel dopoguerra e non ha fatto altro che aumentare enormemente le proprie ricchezze e finire di massacrare il Paese. Anzi, a dirla tutta, dal buen retiro rompe ancora oggi.

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