Per tutti i TG gli italiani sono poveri ma “FELICI”!!

Ormai tutti i TG nazionali, vanno a reti unificate, persino LA7 ieri ha diffuso dati “ingannevoli”.

TGQuesto temine non è nostro ma di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che pochi giorni fa in occasione della divulgazione da parte dell’ISTAT dei dati sula fiducia dei consumatori dichiararono: “Stiamo valutando, per questo, un’azione per contrastare la propalazione di dati ingannevoli”.

Il riferimento è ai dati sull’economia che i poveri giornalisti, sono “costretti” a leggere nei TG, dati che si contraddicono tra di loro in modo imbarazzante. Si parte sottovoce, dichiarando che a fine anno la disoccupazione è aumentata, gli ordinativi sono in calo, così come la produzione industriale. La classifica Europea per l’Italia è impietosa, siamo dietro a tutti, persino alla Spagna, solo la Grecia ci toglie l’onta dell’ultimo posto.

Ma poi con enfasi ci propinato il dato sulla “fiducia dei consumatori”: mai così in alto da quando in Italia si fa questo tipo di rivelazione. Insomma, gli italiani sono sempre più poveri, senza lavoro e senza futuro, ma sono “felici”.

Senza alcun dubbio, sono convinti che davanti hanno un popolo oltre che di poveri, anche di “dementi”, non si spiega altrimenti una informazione di questo tipo.

Molti lettori a questo punto, al pari di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, si chiederanno come e dove l’ISTAT ricavi questi dati.

Ed ecco per chiarezza come viene elaborato il dato sulla fiducia dei consumatori:
“L’indice della fiducia dei consumatori elaborato dall’Istat è costruito sulla base di un’indagine svolta su un campione rappresentativo, costituito da 5.000 famiglie. Le domande più importanti riguardano le condizioni “attuali” dell’economia e del mercato del lavoro, e le aspettative su questi per i prossimi sei mesi e, sempre per i sei mesi successivi, le attese sull’andamento del proprio reddito”.

Da questa spiegazione si intuisce che manipolare il risultato finale sia cosa abbastanza semplice. Infatti, se il campione è costituito da impiegati magari di alta fascia, avrà un responso, se al contrario si intervistano disoccupati ne avrà per forza di cose un altro. Tutto chiaro ora?

Manipolano il dato e ci propinano – a loro dire – la fiducia. Ma se la tavola e le tasche sono vuote, caro premier Renzi, la tua “fiducia” è solo aria fritta.

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