Per il Foglio se i sondaggi per Renzi sono negativi e favorevoli al M5S: Aboliamoli

Per il Foglio se i sondaggi per Renzi sono negativi e favorevoli al M5S: Aboliamoli

Claudio CerasaIn un editoriale, peraltro non firmato sul quotidiano “il Foglio” diretto da Claudio Cerasa, è apparso un articolo in cui l’autore (?) si scaglia contro l’abuso delle rilevazioni di voto. Perché proprio ora? Ma come fino a qualche mese fa, l’asservito giornale renziano proprio sui sondaggi ha giustificato le nefandezze ineguagliabili di questo governo, dal Jobs Act , alla riforma della scuola per non parlare dell’italicum ed ora non vanno più bene?. Sarà forse perché il vento è cambiato?

Da diversi mesi in effetti, i sondaggi per il Partito Democratico sono piuttosto negativi. Prima e sopratutto dopo le elezioni amministrative il PD di Renzi è passato dallo sbandierato 40% delle europee, all’attuale barcollante 30%. Al contrario, negli ultimi mesi la principale forza di opposizione al PD, il M5S, ha ripreso a salire. Nei sondaggi di fine 2014 il distacco era di circa 20 punti , ora invece si attesta (ANSA – Pagnoncelli del 13/7) intorno all’8%.

Lo scenario demoscopico quindi, non piace al “Foglio”, tanto che quella pratica tanto amata dai “non eletti”, ma usata per giustificare il proprio operato, si è nel tempo modificata fino al punto di acquisire tratti di tirannia anti veritativa”. Per il “Foglio” l’abuso di sondaggi spinge la politica ad evitare “la visione strategica”, rafforzando invece la paura di “mancare il soffio di vento estemporaneo”.

Ma il “Foglio” dimentica che Renzi è un leader che ha costruito tutta la sua carriera sul consenso mediatico e demoscopico ed ora che patisce la rincorsa grillina, pesta i piedi. Per evitare l’effetto traino da sondaggi troppo bassi il quotidiano di Ceresa auspica una moratoria dei sondaggi stessi. Ma invece di chiedere uno stop al suo frequente ricorso, li a manda a “affanc”, di fatto finendo per ”legalizzare” il messaggio grillino tanto volte contestato dal “Foglio”.

La tesi del quotidiano diretto da Cerasa è ovviamente irricevibile da un paese democratico, che seguendo questa logica, potrebbe anche chiedere una moratoria delle elezioni – cosa che a dire il vero è già accaduta con i governi Monti, Letta e Renzi – ma almeno hanno avuto la decenza di non chiamarle moratorie ma un più sobrio “ce lo chiede l’Europa”.

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