Mozione di sfiducia M5S contro Alfano: la minoranza Pd ci prova

Mozione di sfiducia M5S contro Alfano: la minoranza Pd ci prova

Il Movimento 5 Stelle il 21 gennaio scorso, quindi in tempi non sospetti, aveva presentato una interrogazione nella quale chiedeva ad Alfano il motivo dell’ingiustificato trasferimento del Prefetto Guida, fatto che da qualche giorno è diventato oggetto di una indagine a suo carico.

alfano-renziNunzia Catalfo, capogruppo grillina al Senato, sulla mancanza di risposta all’interrogazione del ministro commenta acida: “La Procura ad un mese dalla nostra interrogazione, ha fornito la prima risposta alle nostre domande. Ha indagato Alfano ed il sottosegretario Bubbico”, ed annuncia la presentazione di una mozione di sfiducia contro il ministro Alfano. Poi aggiunge: “Le nostre forze dell’ordine non possono avere il loro massimo vertice istituzionale indagato. Che credibilità avranno i nostri uomini in divisa quando dovranno far rispettare la legge?”.

Motivazioni sacrosante che si inseriscono e sfruttano i vari motivi di risentimento creatisi nei confronti di Angelino Alfano all’interno e all’esterno della maggioranza, a seguito dell’esito della legge sulle unioni civili. Infatti, nonostante un po tutte le opposizione manifestano perplessità sull’iniziativa della Procura di Roma, a denti stretti ammettono che in questa fase, ogni mezzo è buono per giustificare il fine di mandare a casa il ministro indigesto a più parti.

Ma vediamo chi potrebbe appoggiare e votare la sfiducia, perché da questo dipende la riuscita dell’impresa.

L’ago della bilancia è rappresentato dalla minoranza del Pd, irritata dalle esternazioni del ministro Alfano successive allo stralcio della stepchild dal testo Cirinnà e da come Renzi li ha trattati nell’occasione. Tesi dimostrata delle affermazioni di Sergio Lo Giudice: “Alfano si dovrebbe dimettere a prescindere”, parole che dimostrano la voglia di “vendetta” verso l’inquilino del Viminale.

La minoranza DEM  fino ad oggi  ha ingoiato tutto, ma l’ingresso di Verdini in maggioranza, ha sparigliato le carte: ormai appare certo che nella mani del premier, esista una lista di proscrizione di tutti coloro che alle prossime elezioni nazionali non saranno più ricandidati e in questa lista, i nomi dei dissidenti sono in bella evidenza. Da qui la tentazione di giocarsi con questa mossa il tutto per tutto.

Sel invece, vede con favore l’iniziativa grillina e che sta valutando l’appoggio alla mozione dei 5S, anche perché in base al regolamento del Senato, non avendo da soli i numeri per presentarne una di propria iniziativa, l’unica alternativa è di accodarsi ad altre mozioni.

Sono certamente della partita Fratelli d’Italia e Lega Nord, quest’ultima starebbe valutando di aggiungere la loro firma a quella dei grillini. Il senatore Stefano Candiani critico ma realista, commenta: “dei milioni di motivi buoni per togliere di mezzo Alfano, questo mi sembra il più ridicolo”, ma aggiunge: “se gli serve una firma in più, noi gliela mettiamo…”.

I Forzisti sono combattuti tra l’odio ad Alfano e il dogma garantista. Stanno pertanto valutando se se appoggiare la mozione grillina o se presentarne una loro in alternativa.

Alfano quindi, potrebbe rappresentare il “Cavallo di Troia” per mettere in difficoltà l’esecutivo. Ma al momento l’esito è legato a troppe variabili e sopratutto ai voltafaccia della sinistra DEM.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.