Ecco perché le opposizioni dovrebbero collaborare


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La nuove legge elettorale prevede il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione ed in caso di ballottaggio non ci si può apparentare come per le amministrative. Ciò che può accadere quindi, è che un partito con il 25% circa, potrebbe alla fine avere la maggioranza assoluta in parlamento, in dispregio alle più elementari norme democratiche. Considerando anche che Berlusconi rimane imbattibile nell’imbastire accozzaglie di ogni genere, infilando dentro il listone di tutto e di più, l’incubo più recondito delle opposizioni si materializza con un ballottaggio PD + satelliti vari, contro il listone Berlusconi.

Appare quindi necessario se non indispensabile per le opposizioni, cercare un’intesa elettorale che possa competere ad armi pari con chi in politica ha da tempo abbandonato scrupoli ed ideali.

Qualche segnale per la verità in questa direzione si intravede, Landini ad esempio, non vuol sentire parlare di collocazione destra/sinistra, ma parla di progetti e programmi e non vuole dentro il vecchio della sinistra – a nostro avviso su quest’ultimo punto, ha perfettamente ragione- .

Anche Civati, con il progetto “Possibile”, dice qualcosa di simile, ma al contrario di Landini, forse perché costretto, i vecchi (politicamente) della sinistra non li disdegna.

Per ultimi e non a caso i 5S, che dovrebbero essere l’asse portante di questo progetto, pare che comincino a muoversi in questa direzione. Forse anche loro si sono accorti che arrivare sempre secondi, alla fine li farebbe assomigliare a “Toto Cutugno” e gli italiani si stancherebbero.

E’ infatti notizia di ieri che in Alto Adige i 5S, con i due neoletti consiglieri comunali hanno sottoscritto un documento di appoggio esterno su un programma condiviso, al neo-sindaco Christian Bianchi eletto con l’appoggio di due liste civiche e dalla Lega Nord, abbandonando di fatto l’isolamento in cui si erano volontariamente infilati.

Siamo solo alle prime battute di un match che potrebbe diventare interessante e rimettere in discussione posizioni che per alcuni erano ormai stabilizzate. Se son rose fioriranno, speriamo di non raccogliere solo le spine.

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