Bersani e l’opposizione “farsa”… la Boschi non si tocca!


bersani-boschiL’opposizione interna del Pd per contrastare – solo a parole – Renzi, si riunisce a Roma al teatro Vittoria con l’intenzione di una fusione tra la corrente cuperliana e la corrente bersaniana, allo scopo di tentare di disarcionare il premier dal ruolo di segretario del partito. E a quanto pare questo è l’unico e vero obbiettivo di questa fantomatica opposizione, che tanto abbaia, ma alla fine tutto vota.

Una “fiction” – solo pura finzione – in funzione di “poltrone”. Non si possono definire altrimenti, i comportamenti, le azioni e le risposte, che suffragano questa ipotesi.

Bersani abbaia molto e in certi aspetti, specialmente nelle sue battute, a tratti, ricorda il Razzi di Crozza, ma quello almeno è simpatico.

Dopo le uscite sulla Leopolda ed il suo diniego ad esserci, ecco la buccia di banana sulla quale scivola. L’assist glie lo da Roberto Saviano che in un articolo pubblicato su “il Post”, denuncia il conflitto di interessi del ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, in relazione al decreto salva banche per via del ruolo del padre, ex vicepresidente della Banca Etruria, uno degli istituti di credito tra quelli salvati.

Saviano, senza giri di parole, scrive: “Perché la Banca sia fallita – dopo essere stata oggetto nei mesi scorsi di sospette speculazioni – è compito degli organi competenti accertarlo . Ma il conflitto di interessi del Ministro Boschi è un problema politico enorme, dal quale un esponente di primissimo piano del governo del cambiamento non può sfuggire”.

Poi fa un paragone su quello che sarebbe successo se una cosa simile l’avesse fatta Berlusconi. Insomma un attacco, a nostro avviso giustificato sul comportamento di chi sente intoccabile e su chi non dice nulla. Poi conclude chiedendo le dimissioni del ministro.

Il ministro Boschi non risponde e tace, ed ecco allora intervenire proprio Bersani, il quale da oppositore, si trasforma in “Don Chisciotte” e parte spedito contro i mulini a vento a compiere la sua vendetta: “Il tema delle banche è serissimo, Pd e governo possono e devono fare molto di più per i consumatori, come abbiamo fatto noi con la reversibilità dei mutui. Ma un attacco così diretto alla Boschi non lo condivido, è sbagliato chiedere le dimissioni”. Insomma non solo una difesa della Boschi ma dell’intero governo.

Bersani ormai ha ampiamente dimostrato che la “ditta” come lui la chiama non si tocca, in fondo dal suo punto di vista ha ragione, le ditte danno da mangiare e se chiude, scatta la “disoccupazione”.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.

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