Approvata ieri dal Governo la legge che permette ai partiti di incassare i rimborsi elettorali senza controlli sui bilanci e senza rendiconti delle spese

RIMBORSI-ELETTORALIIeri mattina, cioè proprio al primo giorno di Parlamento dopo la pausa estiva, il Governo Renzi ha approvato una Legge (la “Boccadutri”) che permette ai partiti di incassare i rimborsi elettorali – soldi pubblici – senza controlli sui bilanci e senza rendiconti delle spese. Praticamente degli assegni in bianco.  È stato dunque questo l’impegno considerato più urgente dal governo dopo le ferie estive.
Renzi, un anno e mezzo fa, all’arrivo a palazzo Chigi, aveva fatto dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti il suo cavallo di battaglia. Poi dopo una serie delle solite “slides”, ha approvato un mezzo pasticcio che di fatto,  tramite il contributo volontario 2 x mille sulla dichiarazione dei redditti, come visto dai dati comunicati ufficialmente pochi giorni fa, non abolisce il finanziamento pubblico, ma continua ad esistere ma con modalità differenti, peraltro con una distribuzione meno democratica.  In ogni caso la nuova legge entrerà in vigore definitivamente solo dal 2017.

Fino ad allora dunque il finanziamento dei partiti continuerà ad esistere ma a patto che una commissione per la trasparenza verifichi ogni anno la correttezza delle spese effettuate.
La commissione però ad oggi non è operativa a causa della mancanza di personale, di conseguenza, non sarebbe possibile prelevare il “MALLOPPO”.

Per potere quindi, accedere alle risorse di cui i partiti hanno diritto (?) secondo l’attuale legge, ecco intervenire l’on. “Boccadutri” ex tesoriere di SEL ora passato armi e bagagli (cassa) alla corte di Renzi, il quale da esperto in finanziamenti pubblici in virtù del suo passato in SEL, si è fatto venire una “ideona”. Ha messo a punto un provvedimento con il quale si provvede ad assegnare ad un gruppo di revisori dei conti l’incarico di verificare (?) e pagare i rimborsi, ma udite, udite, senza che questi eseguano alcun controllo sulle spese dei partiti.  Avete capito bene, devono “verificare ma senza controllare”. Ma se non devono controllare nulla, a che servono questi signori?

Con questa “leggina” approvata ieri in fretta e furia, il Parlamento ha evitato che i fondi 2015, distribuiti in base ai rendiconti 2013, rimanessero nei forzieri della Camera (orrore!). La “leggina è stata messa nero su bianco da Teresa Piccione del Pd, relatrice del provvedimento all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera che prevede appunto che fatture e scontrini presentati a corredo dei bilanci dei partiti non debbano essere controllati.
La scadenza per prelevare i fondi era fissata al 31 luglio ma con questa deroga si potranno prendere anche dopo, l’importante è incassare.

Quindi alla fine, incasseranno i soldi delle nostre tasse senza spiegarci cosa ci faranno e come li spenderanno. Un bel calcio nel sedere a tutti i contribuenti tartassati da Equitalia, magari  per avere  fatto solo  un piccolissimo errore di battitura della dichiarazione dei redditi. A tutti i pensionati a bassissimo reddito a cui sono stati tolti piccoli ma essenziali diritti acquisiti negli anni passati. A tutti gli imprenditori ed ai professionisti di questo Paese che ogni giorno subiscono la burocrazia italiana, a volte fallendo a causa delle spese di certificazione e scartoffie varie.

Precisiamo per dovere di cronaca che a questo banchetto partecipano tutti i partiti dell’arco costituzione, (anche quelli defunti come ad esempio IDV) tranne il M5S che come è noto ha rinunciato espressamente a qualsiasi tipo di rimborso statale.

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