Allarme pensioni: per Boeri ci sarà un buco da 56 miliardi

Allarme pensioni: per Boeri ci sarà un buco da 56 miliardi

Per il presidente dell’INPS Tito Boeri, i numeri sono allarmanti ma rassicura gli italiani: “alle nostre spalle c’è lo Stato. I conti terranno, ne sono certo”. Un colpo al cerchio ed uno alla botte.

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Per gli italiani già prossimi ad andare in pensione, le cose potrebbero mettersi peggio di quanto si pensasse. Tito Boeri, ascoltato ieri in Parlamento dalla Commissione di vigilanza sugli enti pensionistici è stato chiaro, l’INPS, si avvia verso un deficit patrimoniale di enormi proporzioni: 56 miliardi stimati al 2023, cioè, tra appena sette anni.

La notizia segue le famose buste arancioni recapitate a molti lavoratori, definite da molti una specie di avvertimento a farsi la pensione integrativa “ingrassando” banche ed assicurazioni. Ma il presidente poi, cerca di addolcire la pillola: “l’Inps ha alle spalle lo Stato: l’ente avrà un passivo patrimoniale di 56 miliardi di euro, ma se i dati possono sembrare allarmanti lo sono molto meno considerando che l’Inps è una parte dello Stato, è utile guardare al bilancio e al patrimonio dell’istituto ma se si parla di sostenibilità bisogna guardare al bilancio consolidato dello Stato”.

Una spiegazione che non rassicura gli italiani.

Infatti, nel bilancio preventivo 2016 il disavanzo economico dell’Inps – secondo il documento approvato nei mesi scorsi dal Civ – sale a 11,2 miliardi di euro, un dato peggiore di due miliardi rispetto al 2015 (9,1 miliardi). Il patrimonio dovrebbe ridursi a 1,8 miliardi per andare in passivo nel 2017.

Ma il presidente si dice assolutamente certo che i conti dell’Inps terranno, come?, ma naturalmente con le solite operazioni di spending review, cioè tagli. Il problema però a nostro avviso è, che la coperta rimane corta, infatti i tagli verranno fatti ai servizi e quindi, proprio i pensionati sono quelli che maggiormente ne subiranno le conseguenze. Praticamente se ti copri la testa restano fuori i piedi e viceversa. Insomma alla fine della giostra a subire le conseguenze saranno sempre i più deboli.

Quello delle pensioni è un tema caldo, se ne parla troppo e quando ciò accade, di solito significa che si vuole preparare il terreno per un altra riforma e sappiamo per esperienza, che non sono mai migliorative, almeno per i destinatari.

Boeri infine, torna a promuovere la famosa “busta arancione”, che può rappresentare – dice – uno strumento per “tranquillizzare” i lavoratori sul loro futuro. Il termine tranquillizzare, unito alle successive dichiarazioni: “modo giusto di fare le cose, è quello di dare più informazioni possibili e non è nascondere la verità, come invece in Italia si è fatto per troppo tempo”, a nostro avviso nasconde l’atroce verità.

Il concetto espresso da Boeri, è chiarissimo: “ non potremo più pagare le pensioni, almeno non con gli importi attuali, ecco cosa vi succederà … arrangiatevi”.

 

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.