Europa. Gli “Anti-Sistema” avanzano: il potere trema

Europa. Gli “Anti-Sistema” avanzano: il potere trema

elezioni-le-penIl potere costituito, “trema”, le promesse, le chiacchiere e le bugie, non funzionano più. In Europa le formazioni politiche di opposizione, anche le più diverse per colore politico, hanno ormai un solo fine essere “anti-europa”.

Domenica in Francia si vota per il ballottaggio e la Le Pen rischia di sbancare, in Spagna, la Catalogna chiede la secessione, in Austria in molti chiedono l’uscita dall’euro, l’Ungheria è già un passo avanti, in Italia, il M5S – secondo i sondaggi – ha ormai raggiunto il PD e ai ballottaggi non ci sarebbe storia con nessuno e Salvini, da buon opportunista, “cavalca l’onda”. Ed allora il potere mette in moto la potente macchina della propaganda.

Una volta si usava lo spauracchio del comunismo bolscevico, lontanissimo dal pensiero del comunismo europeo. Oggi, invece, si rispolvera il vecchio cavallo di battaglia della sinistra borghese che grida al “fascismo” ed al “populismo” usato indiscriminatamente per tutte le formazioni. L’unico fine per i partiti di “governo” è, che gli “estremismi” anti-europa devono essere sconfitti, anche contro la volontà popolare.

In Italia con accuse – neanche troppo velate -, si accusa di “fascismo” persino Grillo ed i ragazzi del Movimento 5 Stelle e gli attentati terroristici degli ultimi giorni in Europa usati da apri pista. Accuse su accuse, dal “populismo” al “fascimo” fino all’ “anti-politica”, al solo scopo di realizzare il sogno – incubo per molti – delle sinistre e destre “moderate” ed europeiste, di una Europa unita, probabilmente sotto le insegne della BCE ed al comando di FMI e USA.

Oggi non è più così, con una Europa dei popoli sempre più divisa e povera, con una politica internazionale dell’UE che non convince più nessuno, a partire dalle guerre – Libia e Siria in primis – fino ai rapporti con la Russia di Putin, i popoli europei sembrano aver alzato la testa ed essersi stancati della moderazione borghese figlia dell’agiatezza economica delle caste. Quello che infatti salta all’occhio dei recenti voti europei è soprattutto delle elezioni regionali in Francia è che il popolo sembra non voler più soltanto votare le opposizioni in segno di mera sfiducia al governo in carica, ma vota per tutti quei partiti da sempre “anti-sistema”: anti-NATO, anti-Europa, anti-Euro, ma sopratutto anti-Politicamente Corretto.

Domenica in Francia ci sarà il primo vero test, che la casta teme, Marine Le Pen, non è Tsipras e una sua eventuale vittoria, difficilmente verrebbe “sedata” con minacce sottobanco, anche perché il popolo francese – la storia ci insegna – è più propenso al “taglio delle teste” che alla sottomissione.

L’uomo della strada oggi, sa solo che il “Sistema Europa” non funziona. L’ha visto in Grecia, con la popolazione ridotta alla fame per pagare alle banche private un debito che non potrà mai essere ripagato del tutto. Inoltre i “moderati” di Syriza e di Tsipras hanno fallito il “cambiamento” e l’appiattimento del Premier greco alle richieste dell’Europa, della BCE e del FMI, hanno accentuato questo sentimento.

Il Front National di Marine Le Pen al contrario, evoca apertamente una ricontrattazione della permanenza nell’Unione, chiede di ristabilire in modo permanente frontiere nazionali, una stretta decisa sull’immigrazione e – velatamente, soprattutto la corrente di partito che fa capo alla giovane Marion, nota integralista cattolica – invoca lo scontro di religioni e valori fra comunità che da più di decenni convivono nella Francia laica. Per gli “europeisti” non sarà una passeggiata.

In ultimo si arriva alla questione Xenofobia, immigrazione e politicamente corretto. Questo è un aspetto importantissimo della faccenda, che se non compresa, rischia di espandersi fino a non poter più essere arginata democraticamente. In Italia il suo argine c’è con il M5S che accoglie questo disagio e lo trasforma in forza propositiva, ma nel resto dell’Europa rischia di non esserci. Gli immigrati sono troppi ed è oggettivamente impossibile accoglierli tutti. Esattamente come è impossibile chiedere la chiusura totale delle frontiere nazionali, neanche l’Europa fosse un castello del medioevo: il problema va risolto con politiche serie e non con gli opportunismi .

Non bisogna certo essere dei populisti per capire che l’uomo della strada riesce a sopportare cambiamenti nel proprio stile di vita e nel mondo che lo circonda solo fino ad un certo punto, oltre il quale, non c’è la Le Pen, o Grillo, ma c’è ben peggio. Per questo sarebbe fondamentale che la politica “canonica” e “moderata” comprendesse i bisogni dei cittadini comuni e tentasse di porre in atto politiche concrete e di buon senso, sia per l’immigrazione che in campo economico; l’austerity ed il buonismo il popolo non li vuole più.

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