È tornato Matteo lo “spaccone”, ieri ha vinto nella direzione PD con 481 voti su mille: la solita vittoria di Pirro

Nessuna persona di buon senso, avrebbe pensato che Matteo il “bomba” nonostante i soliti annunci, avrebbe davvero fatto un passo indietro ed infatti ieri è tornato, più spavaldo e borioso di prima.

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Ieri nella direzione del PD, erano presenti 1000 delegati con diritto di voto, Renzi da segretario, ha enunciato il suo programma: nulla di nuovo, un “remake” trito e ritrito del già sentito innumerevoli volte, con la magnificazione del suo operato e le sconfitte addebitate alla minoranza del suo partito.

Dopo il “sermone”, in cui si vedevano i volti in “estasi mistica” dei renziani, accanto a persone annoiate in attesa che smettesse – il riferimento a Bersani è puramente voluto – si è andati alla conta. Renzi ha vinto: la relazione del segretario del Pd , viene approvata con 481 voti favorevoli, 2 contrari e 10 astenuti… ovviamente su 1000 e gli altri? Semplicemente sono usciti e non hanno votato. Se è un grande successo questo… più che altro, appare come una vittoria di “Pirro”, con gli avvoltoi che volteggiando in casa, in attesa del momento buono per colpire.

Di tutto il discorso di Renzi, quello che è il reale succo, è che ha una gran fretta di andare a votare. Le ragioni sono molteplici, innanzitutto, la paura di essere dimenticato e pian piano assorbito dai nemici interni, poi e non secondo, il temutissimo referendum proposto dalla C.G.I.L., sull’abolizione del job act, che di fatto lo spazzerebbe definitivamente fuori dalla politica.

Quindi il tema principale è stata la legge elettorale, che si dovrebbe approvare prima di tornare alle elezioni. Per le grandi occasioni, è questa sicuramente lo è, Renzi ha tirato fuori “l’abito buono”, quello che va bene per tutte stagioni: il Mattarellum. Sicuramente piacerà al Presidente della Repubblica che ne è l’autore, piace alla minoranza, ma… potrebbe essere indigesto a tutti gli altri.

Berlusconi non l’ha mai amato, tanto che fu lui ad abolirlo, approvando il Porcellum. Ai piccoli partiti, dovrebbe non piacere, infatti se non coalizzati – spesso con il ricatto del: o ti pigli l’osso o muori – in un sistema che è praticamente una specie di ballottaggio, verrebbero stritolati, che poi con l’umore attuale degli elettori, è la stessa paura di Berlusconi. Paradossalmente questo sistema però potrebbe piacere al M5S, proprio perché simile al ballottaggio, anche se la scelta degli elettori è su più soggetti e non tra due.

Riuscirà quindi un ex premier in caduta libera a imporre la sua linea su tutto il parlamento… vedremo.

Ma l’ex premier, non è stato il solo a “sparare” bombe, Roberto Giachetti, ha persino superato il suo maestro. Dapprima si è scatenato contro la minoranza, poi ha indirizzato il tiro su l’altro Roberto, Speranza: “Quando sento Speranza che si candida perché non vuole l’uomo solo al comando dico che il vostro problema è che non ci sia Matteo Renzi al comando. Chiedete se c’è ancora spazio in questo partito? Voi avete sempre fatto quello che avete voluto su questo partito. Sulla legge elettorale mi sembra di essere nel gioco dell’oca. E a Speranza dico: hai la faccia come il ‘culo’, quando eri capogruppo non hai voluto votare il Mattarellum perché mancavano le preferenze”.

Domanda: quando Giachetti ha sparato il suo colpo su Speranza, si stava guardando allo specchio?

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2 commenti su “È tornato Matteo lo “spaccone”, ieri ha vinto nella direzione PD con 481 voti su mille: la solita vittoria di Pirro

  1. Biagio il said:

    Guardi che si trattava dell’assemblea nazionale, e non della direzione, e magari non tutti e mille ci sono andati. Io non mi sono trattenuto fino alla fine, ma non credo ci sia stato un esodo di massa. 500 persone che si alzano e se ne vanno si sarebbero notate. Inoltre, l’opposizione avrebbe avuto solo vantaggi a palesare i 500 voti contrari che lei sembra suggerire.
    Infine Renzi ha parlato la mattina, le votazioni ci sono state il pomeriggio, quindi lei di cosa parla?
    Ma Lei ci e’ andata all’assemblea? Perché io di persone annoiate durante il discorso di Renzi della mattina non ne ho viste, ho visto gente che applaudiva e si alzava in piedi a tutti i passaggi più rilevanti…

    • Debora RanzettiDebora Ranzetti il said:

      Se si trattasse di assemblea nazionale,o di direzione, cambia solo il termine, il “succo” è uguale. In una manifestazione, comunque la si voglia chiamare, di tale importanza, chi non va, o esce prima, è perché non è d’accordo, mi sembra una cosa palese. Sull’annoiamento, basta cercare le immagini di Bersani, a cui ho fatto riferimento… il web ne è pieno.

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