Norvegia. Vietato l’uso di contanti: è solo l’inizio

Norvegia. Vietato l’uso di contanti: è solo l’inizio

La politica dei “piccoli passi per grandi cambiamenti”, è quello che da tempo stanno attuando le istituzioni.

Draghi-Monti
Riusciranno i nostri “intrepidi” governanti a renderci schiavi? La risposta è nelle nostre mani.

Per fare “digerire” soluzioni che mai i cittadini accetterebbero, bisogna metterli in condizione che sia l’unica possibilità per i loro problemi.
Le banche, ma anche gli stati, da tempo hanno in mente l’abolizione del contante.

Per giustificare quella che è una limitazione della libertà, ci propinano storielle del tipo: tutti pagherebbero le tasse, o si eviterebbe il riciclaggio di denaro sporco ecc…

In realtà le motivazioni sono molto più subdole, banchi e Stati avrebbero il controllo totale dell’individuo. Ecco alcuni esempi: in qualsiasi momento bloccando la carta, si bloccherebbe l’individuo che non potrebbe più comprare neanche un po di pane, oppure più semplicemente potrebbero riscuotere coercitivamente una tassa o una multa con un semplice prelievo.

Ma ci sono motivi anche più grandi, visto il periodo di tassi di interesse negativi e l’arrivo dei programmi di bail-in, che vede la partecipazione di obbligazionisti e correntisti con più di (al momento) 100 mila euro in banca ai piani di salvataggio degli istituti di credito, i governi e le banche vogliono evitare eventuali fughe di depositi.

Infatti prelevare denaro è un perfetto piano di fuga dalle possibili perdite generate dai piani di bail-in e dall’obbligo di sborsare di tasca propria interessi sui soldi depositati presso banche o in altri istituti presumibilmente sicuri. Togliendo l’uso del contante, le banche e i governi non correrebbero questo rischio.

Quindi l’abolizione dei contanti è il prossimo passo a cui vogliono arrivare, dapprima consigliando l’uso della moneta elettronica, poi rendendola l’unica possibilità per certi tipi di pagamenti, ad esempio il pagamento di stipendi e pensioni – vi ricorda qualcosa? – infine utilizzando le “crisi”: si parte da un piccolo stato per iniziare l’operazione “contagio”.

Cina e Fmi hanno più volte declamato i pro di una società senza contanti, proposta ovviamente accolta entusiasticamente dal sistema bancario. Così in Norvegia c’è la prima banca che ha imposto un divieto di uso di contante. La Nordea infatti, seconda banca di Norvegia, ha già vietato l’uso di contanti nelle sue filiali.

Come anticipato il mezzo per raggiungere lo scopo è la “crisi”. Il crollo del petrolio sta mettendo in ginocchio l’economia scandinava che è un grande esportatore di questo prodotto. Così il governo ha deciso di imitare Svezia e Danimarca e limitare l’uso dei contanti.

Il primo passo è stato un limite alle banconote prelevate e un limite agli acquisti in contanti, ma questo dopo anni in cui il governo ha cercato di favorire in ogni modo l’uso dei pagamenti elettronici. L’idea come prassi, viene “spacciata” alla popolazione come una strategia per combattere il mercato in nero, i crimini finanziari ed il riciclaggio di denaro sporco.
Secondo alcune fonti, in Norvegia oggi, solo il 6% della popolazione ormai usa contante quotidianamente e la maggior parte di queste sono anziani. Quindi risultato quasi raggiunto.

Stiamo esagerando? Giudicate voi, ecco alcune dichiarazioni fatte nel tempo da personaggi che hanno amministrato e stanno amministrando le nostre vite. Tutti per giustificare le scelte imposte, usano come scudo la “crisi”.

Iniziamo da Mario Draghi che il 22 gennaio dice:”non lasciare che una buona crisi vada sprecata, o non sprecare una buona crisi” . Mario Monti alla Luiss Guido Carli aveva detto: “Abbiamo bisogno delle crisi per fare passi avanti”. Giuliano Amato sull’ingresso nell’euro: “ci avevano avvisato, ma siamo andati avanti lo stesso” e Romano Prodi sempre sull’ingresso nell’euro: “sapevamo che non poteva funzionare, ma si è andato avanti lo stesso”.

Riusciranno i nostri “intrepidi” governanti a renderci schiavi? La risposta è nelle nostre mani.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.