Maldive nella bufera con esercito nelle strade. Arrestato ex presidente: preoccupati i governi mondiali

Un vero paradiso, diventato nelle ultime ore un autentico inferno. Le isole Maldive sono piombate nelle ultime ore nel caos.

Una situazione di grave instabilità politica sta prendendo vita ora dopo ora nello splendido arcipelago. Si susseguono cortei e forti proteste per le città. A scatenare la tensione è stato l’arresto dell’ex presidente e amico dell’opposizione Abdul Gayoom.

L’ordine di arresto è partito direttamente dall’attuale presidente Yameen, fratellastro dell’arrestato.

Ad acuire la crisi anche la decisione della Corte Suprema che nelle ultime ore ha revocato l’ordine di rilascio dei detenuti politici che lo stesso organismo aveva emanato nei giorni scorsi, in seguito alla decisione dello stesso Presidente Yameen di non autorizzare la liberazione dei prigionieri. Nove giudici della stessa Corte nei giorni scorsi erano stati dichiarati in arresto dal potere centrale subito dopo il provvedimento di scarcerazione; i restanti tre magistrati hanno modificato la loro decisione.

L’esercito controllerebbe tuttora diverse strade della capitale Malè e di altre città, per bloccare sul nascere la protesta montante dalla folla degli oppositori alle recenti decisioni dell’attuale presidente del paese. Dichiarato lo stato di emergenza.

Molti dei maggiori governi del pianeta invitano i propri connazionali a lasciare immediatamente il paese. Apprensione è stata manifestata da diverse diplomazie internazionali.

Preoccupazione anche da parte del Dipartimento di Stato americano. Un accorato appello è giunto dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, affinché venga rispettata la costituzione del paese.

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