Florida: studente spara all’impazzata in una scuola: 17 i morti e oltre 20 feriti

Ennesimo caso del genere da inizio anno. Una nuova tragica sparatoria è avvenuta nelle ultime ore negli Stati Uniti.

Ieri pomeriggio, intorno le 14 e 40, ora locale, in una scuola superiore di Portland, la “Marjory Stoneman Douglas High School”, un ex studente di 19 anni della stessa scuola, Nicolas Cruz, ha sparato all’impazzata con un fucile d’assalto AR – 15 su compagni e professori uccidendo almeno 18 persone, e ferendone diverse decine.

Indossava una maschera antigas al momento della strage, e avrebbe fatto irruzione nella scuola all’improvviso, attivando l’allarme antincendio e lanciando fumogeni nei corridoi: a quel punto ha sparato su chiunque provasse a scappare. In molti hanno cercato riparo nascondendosi sotto i banchi.

Eroico l’allenatore di football della scuola, Aaron Feis, che ha cercato di proteggere i suoi allievi facendo scudo con il suo corpo, venendo ucciso a sua volta pur di difendere quei ragazzi. Il giovane omicida è scappato subito dopo la strage, venendo prontamente rintracciato e arrestato dagli agenti a breve distanza dalla scuola, nella cittadina di Coral Springs.

Filtrano in queste ore varie indiscrezioni sull’assassino, riportate dai vari notiziari nazionali. Il giovane era stato espulso dalla stessa scuola per motivi disciplinari. Gli ex compagni hanno riferito della sua abitudine a girare armato, anche nella stessa scuola, e di postare sui social foto con armi in pugno, giudicando lo sparare come una terapia. “Sapeva dove erano le classi, era preparato” ha riferito un ragazzo ai media locali.

“Giorno terribile” avrebbe affermato lo sceriffo Scott Israel , mentre di “Male puro” parla chiaramente il governatore della Florida, Rick Scott.

Si tratta della diciannovesima sparatoria che avviene in una scuola degli Stati Uniti dall’inizio dell’anno, mentre sono oltre 290 quelle avvenute dal 2013 ad oggi.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Twitter ha rilasciato un suo commento sull’accaduto: “Nessuno dovrebbe mai sentirsi non sicuro in una scuola americana”, ma monta nel frattempo la polemica sulla liberalizzazione delle armi. Il fucile utilizzato dal killer, legalmente detenuto, era tra quelli aboliti fino a pochi anni fa. Proprio il presidente Trump ha inferto una sterzata decisiva alla lotta contro l’acquisto facile di armi, battaglia intrapresa dal suo predecessore Barack Obama: nell’ultimo bilancio il tycoon newyorkese ha radicalmente tagliato i fondi per il controllo sulle armi da fuoco, il “Gun Background Check System”, scatenando le ire delle organizzazioni che si battono per impedire l’accesso facile ad armamenti di ogni genere.

Nelle ultime ore il senatore democratico Chris Murphy ha accusato il Congresso di essere responsabile delle recenti stragi.

La recente strage in Florida torna a far riflettere sulla questione degli armamenti facili negli U.S.A., una vicenda che sembra lontanissima dall’essere risolta.

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