Ballottaggi. Il PD perde Venezia, Luigi Brugnaro supera il senatore Felice Casson


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A Venezia il pd perde, vince l’imprenditore berlusconiano Luigi Brugnaro contro il senatore Felice Casson. La sconfitta si fa ancora più cocente se sommata alla perdita di Arezzo, Matera e Nuoro. A Giugliano in Campania invece  vince il candidato Pd Antonio Poziello, sconfessato dal PD dopo essere stato rinviato a giudizio, ma supportato senza vergogna dal neogovernatore De Luca.

Escono invece confermati i sindaci di centrosinistra a Trani con Amedeo Bottaro, e di Macerata  Romano Carancini. Nelle Marche il Pd perde anche la città di Fermo, dove viene eletto l’ex assessore Paolo Calcinaro. A Chieti vince Umberto Di Primio del centrodestra. Qualche buona notizia  per il Pd arriva dalla Lombardia, dove vincono nettamente Mattia Palazzi  a Mantova e Virginio Brivio  a Lecco.

A Quarto sempre in Campania, vince il movimento 5 stelle con la candidata Rosa Capuozzo. I grillini sono in vantaggio anche a Venaria e Porto Torres. Questi i risultati del secondo turno delle elezioni Comunali, dove si conferma come primo partito l’astensione, ha infatti votato solo un elettore su tre (affluenza al 47,1 per cento).

Venezia per il PD in questa tornata di ballottaggi rappresentava, quello che alle regionali aveva rappresentato la Liguria, un altro boccone amaro da ingoiare per Renzi, il quale al telefono con i massimi dirigenti del partito del Nazareno, commenta a caldo il risultato elettorale dei ballottaggi: “Questo voto conferma quello che cerco di spiegare da un po’ di tempo ai midi amici del Pd: il centrodestra non è affatto morto, anzi è un avversario temibile quando si unisce”.

Sul web invece, i commenti dei così detti ”renziani” si sprecano, e replicando il refren sciovinato con la Paita, dove avevano scaricato la sconfitta sui civatiani, invece di fare autocritica e cercare le ragioni di questa perdita di consenso, magari analizzando gli ultimi scaldali come ad esempio “Mafia Capitale”, preferiscono come nel caso di Casson, aggredire i “grillini” che a loro dire avrebbero la colpa di aver votato per il candidato del centrodestra. Per la verità analizzando il dato dell’astensione, l’impressione è che il popolo dei 5S, tra il cadidato del PD ed un berlusconiano DOC, abbiano preferito rimanersene a casa.

Restano da vedere i risultati in Sicilia, dove si votarà ancora dalle 7 alle 15. L’attesa è sopratutto su Enna, unico capoluogo siciliano al ballottaggio, dove il chiaccheratissimo Crisafulli del PD rischia e non poco ed a Gela, dove l’uscente sindaco Fasulo, uomo fidatissimo del governatore Crocetta, parte svantaggiato rispetto al candadidato grillino uscito in vantaggio, anche se di poco al primo turno.

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