Aumentano sbarchi migranti, Unione Europea e Papa all’Italia: Arrangiatevi

I nostri governanti sembra si siano svegliati: hanno infine capito che a fare i primi della classe nella storia dell’”accoglienza” dei migranti c’è da rimetterci le penne, oltre che come Nazione e Stato, come partiti e personaggi esposti al voto popolare.

E chiedono aiuto all’Europa, non, naturalmente, a Bergoglio, che non gli vorrebbe nemmeno assicurare un posto in Paradiso.

E l’Europa, la Spagna e la Francia che dei nostri “insegnamenti” di morale migratoria se ne sono saggiamente fottuti, se ne fottono delle nostre invocazioni di aiuto. Sbarcare i migranti raccolti in mare sulle loro coste? “Non ci provate” ci dicono. E non c’è proprio da meravigliarsene e poco ci aiuta dolersene.

Ce la siamo andata a cercare.

Se la sono andata a cercare. Continuate a fare come vi siete vantati di aver fatto finora, ci dicono. Arrangiatevi, è “cosa vostra”. Né Gentiloni, né Minniti, né Renzi hanno il fegato di mandare le navi avanti a Marsiglia e a Barcellona o di scaricare (la parola è brutta e crudele, ma crudeli sono gli altri con noi) gli autobus dei migranti in Piazza San Pietro.

Bergoglio tace. Non spende una parola di giustizia distributiva dell’onere della sua carità sulla pelle dell’Italia.

Paghiamo, paghiamo tutti, giusti e peccatori, le cavolate moralistiche dei nostri governanti, dei nostri preti, magari dei nostri Bonino e Spadaccia, per non trascurare anche quelli che non hanno contato e non contano niente. Ora sono costretti ad invocare aiuto.

Chi tardi arriva male alloggia e male è costretto a far alloggiare.

Un’altra delle tante sciagure che il cattocomunismo, la pseudocultura di Sinistra hanno regalato al nostro Paese.

Con la sciagura, inoltre, di quelli che sbraitano e, come si dice a Roma “ci inzuppano il pane”.

di

Mauro Mellini

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Mauro Mellini

Informazioni su Mauro Mellini

Eletto deputato nel 1976, ha combattuto le più note battaglie radicali per poi allontanarsi dal partito alla fine degli anni ottanta in concomitanza con la scelta del Partito Radicale di trasformarsi in soggetto transnazionale e di non partecipare più a competizioni elettorali italiane. Successivamente ha ricoperto il ruolo di componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Editorialista e saggista, è autore di numerosi scritti, in cui con vena polemica indaga sulle storture della legge. Il suo testo più noto è Così annulla la Sacra Rota (Samonà & Savelli), che contribuì fortemente all'approvazione della legge sul divorzio. Nel 2006 ha fondato insieme ad Alessio Di Carlo il periodico on line GiustiziaGiusta, dedicato ai temi della giustizia in chiave garantista. È stato ed è uno dei primi e più strenui difensori del garantismo, a partire dal celebre caso Enzo Tortora.

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