Salute & Benessere. I pericoli del multitasking, ecco perché non siamo dei computer

In informatica, un sistema operativo con multitasking (multiprocessualità) permette di eseguire più programmi contemporaneamente: il cervello umano funzionerà come un computer? No, ecco perché

Nell’era del multitasking sembra quasi un dovere svolgere contemporaneamente una serie infinita di compiti. Eppure, tutta questa attività, avrebbe un “costo” in termini di prestazioni perché, chi cerca di fare troppe cose, le fa male e senza prestare la dovuta attenzione.

In particolare, secondo uno studio dell’Università di Los Angeles, le conseguenze ricadrebbero sia sulla nostra memoria che sulle prestazioni complessive del cervello.

La ricerca degli scienziati americani ha coinvolto poco meno di 200 soggetti, che dovevano ricordare il maggior numero di parole mostrate su uno schermo. Mentre alcuni potevano concentrarsi esclusivamente su questo compito, altri dovevano contemporaneamente spingere un tasto del computer quando sentivano tre numeri dispari in sequenza. I risultati indicano che i soggetti che dovevano assolvere due compiti contemporaneamente mostravano una memoria peggiore rispetto agli altri.

Ciò è dovuto al fatto che, quando la nostra attenzione viene divisa, non ricordiamo tutto perfettamente, ma tendiamo a focalizzarci su ciò che riteniamo più rilevante: si tratta di una capacità che è forse un adattamento a un mondo in cui le interruzioni della concentrazione sono sempre di più, basti pensare alle continue notifiche di messaggi sullo smartphone.

Siamo vittime di una sorta di bulimia che ha come oggetto non il cibo ma le informazioni e che, come quella alimentare, ha delle conseguenze spiacevoli.

Ad esempio, come attesta una ricerca francese, non ci consente di prendere decisioni oculate o, almeno, ben ponderate.

A sostenerlo sono i ricercatori guidati da Sylvain Charron (Institute National de Santé et de la Recherche Medicale) e da Etienne Koechlin (Ecole Normale Supérieure di Parigi), i quali hanno pubblicato i risultati ottenuti sulla prestigiosa rivista Science.

Correre dietro a decine di cose – scrivere una mail, rispondere al telefono, ascoltare musica – nello stesso momento crea un deficit di concentrazione e un abbassamento dei livelli di attenzione, con il risultato che molte informazioni ci scivolano addosso senza incidere in profondità.

Secondo i ricercatori francesi, che hanno chiesto a un gruppo di volontari di assolvere prima un compito e in seguito due compiti simili nello stesso tempo, tutto ciò è innaturale e dannoso per il nostro cervello.

Studiati durante lo svolgersi dell’esperimento attraverso la risonanza magnetica, i volontari hanno mostrato come, per svolgere una semplice mansione, vengano attivate diverse zone neurali di entrambi gli emisferi, mentre dovendo far fronte a due compiti diversi, il cervello si divida letteralmente a metà, dedicando ad ogni compito un emisfero.

I neurologi francesi, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Science, affermano: “il tipo di esperimento eseguito, su un campione di individui destri e nessun mancino e con due compiti da portare a termine che erano simili tra loro, non consente di dire se la divisione dei compiti tra i due emisferi sia casuale o dipenda dal tipo di operazione e dalla dominanza di un emisfero su un altro. Ma i risultati dello studio suggeriscono che il lobo frontale, che ha funzioni esecutive, è limitato a svolgere al massimo due compiti nello stesso momento”. 

Ciò spiega, secondo Keochlin, “perché la gente prende spesso decisioni irrazionali quando fa più di due cose insieme. Possiamo cucinare e stare al telefono, ma non possiamo per natura provare a leggere anche il giornale”.

Il principio è valido anche per il pensiero e non solo per le azioni: sarà quindi meglio pensare e fare una cosa alla volta, per bene, piuttosto che più cose male.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

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Accursio Miraglia

Informazioni su Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

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