Vincenzo De Luca indagato per la sentenza che lo ha salvato

Vincenzo De Luca indagato per la sentenza che lo ha salvato

delucaDiciamolo chiaramente, questo “personaggetto” tale Vincenzo De Luca, al popolo di sinistra non è mai piaciuto. Voluto e sopratutto votato dall’elettorato ex berlusconiano ed eletto con i voti dei cosentiniani, è stato fin dal primo momento la “croce e delizia” di Renzi.

La sua candidatura è stato uno “sfregio” alla legalità. Condannato in primo grado per uno dei reati più odiasi per un amministratore pubblico: abuso di ufficio, ha sfidato con arroganza e supponenza le istituzioni. Le sue uscite ed i commenti verso chi lo ha osteggiato sono stati spesso poco eleganti ed al limite della diffamazione – il caso Rosy Bindi – è emblematico ed esaustivo.

Arrogante, presuntuoso, saccente e logorroico, grazie alla riuscita imitazione di Crozza, che ne ha esaltato proprio queste caratteristiche, è diventato famoso e paradossalmente quasi simpatico nonostante in tutto ciò non ci sia nulla di positivo.

La sua vicenda prende il via all’epoca della sua candidatura in Campania. Vincenzo De Luca viene condannato in primo grado nel gennaio 2015, quando è ancora sindaco di Salerno, per abuso d’ufficio per il caso del termovalorizzatore; la sentenza è chiara: pena sospesa, è un anno di reclusione e interdizione dai pubblici uffici.

Incandidabile in relazione alla legge “Severino”, si presenta lo stesso, grazie alla complicità di un PD trasformato dalla cura Renzi e viene eletto grazie ai voti e ai personaggi chiaccherati sopra già descritti.

La sua sospensione doveva essere automatica, ma lui ostenta sicurezza e fa ricorso. Come tutti sappiamo vince e si insedia e da qui parte la vicenda odierna.

Vincenzo De Luca e il capo del suo staff Nello Mastursi sono indagati dalla procura di Roma assieme alla giudice, relatrice della sentenza che ha congelato la sua sospensione, Anna Scognamiglio e a suo marito Guglielmo Manna, manager ospedaliero. Le accuse sono di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio: Manna avrebbe dato a Mastursi notizie sulla sentenza su De Luca prima che fosse pubblica e chiesto una nomina.

Sotto accusa il collaboratore Mastursi, che si sarebbe interessato alla sospensione del tribunale civile grazie al marito della giudice relatrice. Che avrebbe chiesto in cambio un incarico in Regione.

De Luca ancora oggi, sbraita ed accusa. Chiede di essere ascoltato dai magistrati a suo dire per chiarire, la realtà è che una regione come la Campania non può continuare ad essere amministrati da questo “personagetto” , “gentucola” a cui “bisogna rimproverare la sua stessa esistenza”, (cit. De Luca Vs Rosy Bindi).

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.