Vertice Europeo. Dopo brexit, Ungheria e Polonia vogliono cambiare i Trattati: colpo di grazia all’Ue

Vertice Europeo. Dopo brexit, Ungheria e Polonia vogliono cambiare i Trattati: colpo di grazia all’Ue

Sono passati tre mesi dal voto sulla brexit con il quale i cittadini inglesi hanno deciso di uscire dall’Unione ed oggi i 27 paesi membri restanti, si riuniranno a Bratislava in un vertice che si preannuncia di “fuoco”.

Orban-e-Kaczynski

In tre mesi infatti molte cose sono cambiate, l’Inghilterra dopo l’uscita dall’EU, secondo i media mondiali, doveva crollare ed implorare “in ginocchio” all’unione di poter ritornare sui suoi passi, ma così non è stato e nonostante qualcuno ancora si ostini a dire che la Gran Bretagna è pentita, i dati reali quelli dell’economia, al contrario confermano la bontà della scelta degli elettori.

Sull’argomento qualche giorno fa, avevamo pubblicato un articolo sulla situazione economica inglese – qui l’articolo – nel quale con dati certificati esce fuori un quadro molto positivo per i sudditi di sua maestà.

Al netto delle illazioni e delle previsioni di terremoti ed apocalisse varie, la Brexit ha dimostrato che dall’Unione si può uscire e che l’Europa può essere cambiata. Così, alcuni governi europei, che hanno i dati reali e non quelli della stampa di regime, hanno preso coraggio e ora chiedono se non di uscire almeno di rinegoziare quei patti firmati qualche anno fa forse… troppo frettolosamente.

Nel vertice europeo di Bratislava di oggi, Ungheria e Polonia sotto la guida dei loro leader, Orban e Kaczynski si preparano a dare un colpo, forse definitivo, all’Europa dell’integrazione, delle decisioni condivise, delle responsabilità che passano, piano piano, dai governi nazionali al governo dell’Unione.

Entrambi ultraconservatori, nazionalisti e populisti, hanno più volte dichiarato di essere pronti a sfidare la Germania e gli altri Stati membri: oggi infatti, chiederanno la modifica dei Trattati comunitari. Il primo punto è la questione della quota dei migranti, ma l’obbiettivo è di allargare la verifica ad altre questioni, come la separazione dei poteri, l’indipendenza dei media, i diritti e le libertà dei cittadini.

Le intenzioni di Viktor Orban, che guida il fronte dei dissidenti, sono di “ridare forza e potere alle nazioni, togliere competenze alla Commissione e liberarsi dai burocrati di Bruxelles che vogliono comandare in casa nostra”. Obbiettivi di grande impatto che trovano d’accordo il fedele alleato polacco Jaroslaw Kaczynski ed il sostegno, anche se con meno enfasi, anche dagli altri due partner del gruppo di Visegrad, cioè Repubblica Ceca e Slovacchia.

Per capire la portata della questione, Orban in un recente incontro a Krynica, in Polania, ha detto: “Un vecchio detto spiega che se ti fidi di qualcuno allora puoi andare con lui a rubare cavalli. Gli ungheresi vanno con piacere a rubare cavalli assieme ai polacchi”. Tradotto: sintonia totale sugli obbiettivi da raggiungere.

Non ci resta che attendere gli sviluppi dell’incontro di oggi e capirne le eventuali evoluzioni, ma i quattro Paesi, ex patto di Varsavia, non sembrano intenzionati a indietreggiare di un millimetro.

 

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.