USA. L’inaspettato Presidente Donald Trump: O lo ami o lo odi, non esistono mezze misure

USA. L’inaspettato Presidente Donald Trump: O lo ami o lo odi, non esistono mezze misure

L’inaspettata elezione di Donald Trump: quali i possibili scenari per l’Europa e per il mondo?

In molti, in moltissimi, in Italia come in altre parti del mondo, hanno provato attimi di incredulità lo scorso 8 Novembre, assistendo al trionfo totalmente inaspettato di Donald Trump, contro Hillary Clinton, data come scontatissima vincitrice delle presidenziali americane da tanti network e organi di stampa statunitensi.

Il Presidente USA Donald Trump durante un discorso

Tutti quelli, come il sottoscritto, che hanno passato l’intera nottata senza dormire pur di seguire, in tempo reale, l’evolversi dell’elezione, avranno di certo notato lo stupore che trapelava in tanti presentatori e giornalisti delle varie trasmissioni incentrate sui risultati elettorali statunitensi. Facendo zapping fra le reti Mediaset ed Euronews, il risultato era sempre uguale: incredulità. Ancora oggi ai più sfuggono le ragioni di una vittoria giudicata alla vigilia quasi impossibile. Accuse di hackeraggio russo a parte, le motivazioni vanno ricercate a fondo, in tutto quello che per il cittadino americano rappresenta il personaggio Donald Trump.

Si, perché Trump non è il solito presidente, è un personaggio, fuori da qualsiasi schema, fuori da tutto. La maggior parte dei leader occidentali vede Putin come un dittatore, ma lui no, cerca quanto prima un incontro con il Presidente russo, considerandolo un amico leale e sincero; la Nato? Reputata da tanti come un importante deterrente militare contro sempre nuove possibili minacce, ma non per lui, che la considera una organizzazione vecchia, inutile, ormai da rottamare.

I migranti, soprattutto ispanici, hanno da sempre rappresentato una buona percentuale della popolazione statunitense (nel corso degli anni diversi esponenti di prestigiose cariche politiche, capi militari o importanti uomini d’affari americani sono stati d’origine ispanica, come anche molte star di Hollywood, tra cui Jennifer Lopez, Andy Garcia e Cameron Diaz) ma lui invece vuol chiudere le porte a nuovi arrivi, dichiarando anche di voler costruire un muro al confine col Messico, che in pochi vogliono, nell’establishment politico americano come forse anche nel suo stesso partito.

Trump è questo, anticonformista, spregiudicato, che non lesina anche errori madornali o gaffes, ma è questo. Umano, con tutti i suoi difetti e le sue controtendenze. Non il solito finto perbenista, che dice solo quello che la morale pubblica o le folle vorrebbero sentire, no, va contro tutti, senza mezze misure. Controcorrente. Contro il sistema politico americano, contro la stampa, contro la lobby delle multinazionali americane, contro anche alcuni membri del suo stesso partito. Senza paura alcuna.

Questo, probabilmente, ha convinto le masse rurali, gli operai delle fabbriche del Mid – West, i lavoratori degli stati del Sud, i maschi non laureati, a votare per lui; e sia le minoranze afro – americane, che quelle ispaniche, nonostante i continui proclami xenofobi del tycoon, hanno alla fine voltato le spalle ai democratici, decretando la vittoria del miliardario newyorkese.

Anche le donne, bersaglio di battute sessiste in diverse occasioni da parte di Trump, hanno votato in percentuale nettamente minore per il partito democratico in questa occasione, rispetto alle due precedenti elezioni di Barack Obama. La voglia di un totale cambiamento, di un uomo di rottura col passato. Intransigente. Donald Trump. Se poi si aggiunge un pizzico di antipatia che Hillary ha anche suscitato in una parte della popolazione americana in alcuni momenti della sua campagna elettorale, il gioco è fatto.

Ma cosa ci aspetta davvero adesso con il nuovo corso Trump? Nei giorni seguenti all’elezione, leggevo i post di alcuni utenti di facebook, che parlavano già di terza guerra mondiale alle porte, di crolli vertiginosi della borsa, di instabilità mondiale, di catastrofismi vari in arrivo con la nuova presidenza americana.

Per quanto possa essere controverso e imprevedibile, Trump ha invece già lanciato le linee guida del suo programma politico: combatterà l’Isis e il terrorismo di ogni matrice (la sua concorrente Hillary aveva invece inserito tra le priorità la deposizione di Assad alla lotta contro il fanatismo islamico, proponendo anche una pericolosissima no – fly zone su tutta la Siria, progetto che non poco avrebbe irritato Putin e molti altri partners); cercherà di riavvicinare la Russia agli Stati Uniti (operazione non facile, visto l’isolamento a cui Putin è ora stato relegato da parte di quasi tutto l’occidente per le questioni legate all’annessione della Crimea e agli scontri nel Donbass in Ucraina; le sanzioni alla Russia applicate dagli stessi leader occidentali in risposta a tali vicende non hanno fatto che aumentare le tensioni tra essi e il presidente russo, e anche all’interno del suo stesso partito Trump dovrà fare i conti con numerose personalità di spicco, come John McCain, totalmente ostili a un riavvicinamento con la Russia, motivi per cui non sarà davvero semplice per il nuovo Presidente ricucire il rapporto con Putin); instaurerà una nuova politica economica e industriale basata sul nazionalismo e sull’autosufficienza, rendendo il paese non più dipendente dal commercio con l’estero.

Per questo motivo vuole riportare negli Stati Uniti le imprese americane delocalizzate all’estero, e sempre per questa ragione ha respinto fermamente il TTIP, il trattato finalizzato a creare un’area di libero scambio commerciale, non più vincolata da dazi o barriere doganali, tra Europa e Stati Uniti, decisione che in qualche modo potrebbe incrinare i rapporti con il vecchio continente (diversi leader europei sono da sempre stati favorevoli e interessati a una pronta firma di questo trattato, da cui sarebbero potuti derivare sostanziali vantaggi economici; la stessa commissione Europea nei mesi scorsi ha valutato una crescita economica per tutto il continente di circa 120 miliardi di euro con una eventuale conclusione di tale accordo, ma con il rifiuto di Trump, tutto ora può saltare).

Ci saranno sicuramente decisioni impopolari, che potrebbero scontentare in molti, sia in America che anche nel resto del mondo, ma lui segue la sua linea. Anticonformista, del vero cambiamento, di un nuovo corso. Di un drastico rinnovamento totale. Trump è questo, non esistono vie di mezzo. O lo si ama o lo si odia. Prendere o lasciare.

Di Graziano Di Pace

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