USA, libero commercio delle armi, Trump: stop ai bump – stock

Sventato in ieri nuovo assalto armato in una scuola

Nuova presa di posizione di Donald Trump sul caso della vendita di armi negli Stati Uniti. In un suo recente discorso ha dichiarato di voler vietare i“ bump-stock”, i potenziatori di armi semi-automatiche, e di volerlo fare a tutti i costi,anche “Se il Congresso non lo farà“. Molto discutere aveva fatto nei giorni scorsi la sua decisione di voler armare gli insegnanti. La figlia Ivanka ha appoggiato tale ipotesi recentemente, sottolineando comunque di non essere convinta che l’idea possa effettivamente funzionare. Alcuni giorni fa Trump aveva anche proposto maggiori controlli sull’acquisto di armi da parte di soggetti con precedenti penali, come dichiarato da uno dei portavoce della Casa Bianca Raj Shah: secondo l’addetto stampa, il presidente sostiene gli sforzi per migliorare il sistema di controlli federali sull’acquisto di pistole e fucili”. Il tutto da realizzare in una legge specifica da presentare al Senato.

Al centro delle critiche presidenziali in queste ore continua a finire il vice sceriffo non intervenuto durante la sparatoria nella scuola di Parkland, nonostante fosse in quegli istanti all’ingresso dell’istituto: “Credo che sarei corso dentro anche se non avessi avuto un’arma” ha dichiarato in merito il presidente degli Stati Uniti. Secondo quanto già dichiarato dallo sceriffo della contea, Scott Israel, il suo vice avrebbe stazionato diversi minuti fuori dalla scuola mentre vi era in corso la sparatoria, intrattenendosi nel parlare alla radio probabilmente con la sua centrale. L’uomo, Scott Peterson, si dimise pochi giorni dopo.

Nonostante i propositi e le dichiarazioni espresse, e i piccoli spiragli concessi, Trump non riesce a fermare il vortice di proteste che si va sempre più generando contro di lui da giorni, aumentando di potenza ora dopo ora.

L’intenzione dichiarata dal tycoon di armare gli insegnanti continua però ad alimentare un nugolo inferocito di polemiche, da parte di giovani studenti e genitori. Su Twitter impazza l’hashtag #NeverAgain creato dagli studenti sopravissuti della strage in Florida. Flotte di utenti continuano a sostenere e commentare in queste ore il post contro la vendita delle armi. Sulla sua scia riscuote notevole successo anche l’hashtag #ArmMeWith, creato da alcuni professori del Kansas, che chiedono di essere armati di penne, libri e matite, e non di armi.

Nelle ultime ore, arriva anche la notizia di un nuovo caso: in una scuola di Filadelfia uno studente ha cercato di fare irruzione con una pistola calibro 40, rubata poco prima in un auto vicino alla casa del giovane. Lo studente è stato prontamente bloccato ed arrestato dalla polizia.

Il 24 Marzo prossimo Washington sarà luogo di una marcia contro le armi, la “March For Our Lives”, in un clima che si prospetta già da ora del tutto infuocato. Si preannuncia una ennesima roboante contestazione al presidente americano.

Il libero commercio delle armi negli U.S.A. rimane un problema da anni discusso in questo sterminato paese. Una questione che va facendosi sempre più bollente per il tycoon. E una vera soluzione non sembra finora ancora vedersi.

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