Turchia: Erdogan conquista la maggioranza assoluta, ma non può cambiare la costituzione


ErdoganIl presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ottenuto la maggioranza assoluta. L’Akp il suo partito filo-islamico ha ottenuto il 49,6% dei voti e si aggiudica la maggioranza assoluta dei seggi nel Parlamento turco, 315 su 550. Tengono i kemalisti laici del Chp che confermano il risultato di cinque mesi fa e i loro 132 seggi, attestandosi intorno al 25,3%. In calo i nazionalisti repubblicani, scesi dal 16,3 al 12%  che dimezzano i loro deputati e si fermano a quota 41 . Il partito filo-curdo Hdp, il più acerrimo nemico di Erdogan ha centrato comunque l’obiettivo di entrare in Parlamento grazie al 10,4% dei voti (appena sopra la soglia di sbarramento che è del 10%) che gli varrà 59 seggi.

La Turchia ritornava alle urne a meno di 5 mesi dal voto del 7 giugno. Lo ha deciso il presidente Erdogan dopo che i partiti non erano riusciti a trovare un accordo per un governo di coalizione.

Nella scorsa tornata l’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan aveva perso la maggioranza assoluta conquistata per la prima volta nel 2002, inoltre per la prima volta si è trovato a governare con una forte opposizione per lo storico ingresso in parlamento del partito filo-curdo Hdp.

Il voto è stato ad alta tensione Erdogan dopo avere perso per la prima volta la maggioranza assoluta che gli permetteva di governare da solo, ha messo in campo tutto il suo armamentario. A presidiare i seggi 385 mila agenti, di cui 255 mila poliziotti e 130 mila gendarmi aggiunti per rafforzare le misure di sicurezza. Uno schieramento imponente che avrebbe dovuto fugare i timori di violenze e irregolarità specie nel sud-est a maggioranza curda, ma che ha avuto il sapore di una intimidazione ai partiti concorrenti.

Le elezioni sono state anticipate da centinaia di arresti di manifestanti antigovernativi, alcune tv sono state oscurate, sono stati arrestati giornalisti non in linea con il governo e chiuse diverse testate giornalistiche. E secondo Erdogan, il dittatore sarebbe il presidente siriano Assad!

55 milioni i Turchi chiamati ad un voto molto sentito e partecipato, boom di affluenza, che è stata dell’87,2%, le urne si sono chiuse alle 17.00 (le 15.00 in Italia). Secondo molti osservatori europei tra cui alcuni deputati italiani, le operazioni di voto si sono svolte in un clima di tensione ed intimidazione, soprattutto nel sud-est turco a maggioranza curda, dove da luglio è riesploso il conflitto con il Pkk che ha fatto centinaia di morti.

Con questo risultato Erdogan potrà tornare a governare da solo, come ha fatto dal 2002 sino al giugno scorso, per formare un governo infatti occorrono almeno 276 seggi. Ma l’obiettivo dichiarato di queste elezioni anticipate non era solo quello di ottenere la maggioranza assoluta per il suo partito, ma sopratutto quello di cambiare la costituzione turca in senso presidenzialista: tentativo fallito. Infatti, la soglia necessaria per votare la modifica della Costituzione è di 367 deputati, in quanto la legge stabilisce che per le riforme costituzionali è necessaria la maggioranza qualificata dei voti, quindi dei due terzi del parlamento.

Non avendo quindi raggiunto i 367 seggi il presidente potrebbe tentare la strada di accordi con altre formazioni politiche (soluzione alquanto remota a causa dei suoi rapporti con le opposizioni), oppure optare per una riforma votata da almeno 330 parlamentari, ma condizionata dall’incognita del passaggio attraverso un referendum popolare confermativo. Ma anche in questo caso comunque dovrebbe trovare almeno 15 voti .

Comunque vada a finire, Erdogan ha vinto ed insieme a lui i vertici europei che predicano la stabilità, ma ha perso ancora una volta la democrazia.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.