Siria.ISIS è fumo negli occhi: il gasdotto è il motivo dell’intervento NATO

Siria.ISIS è fumo negli occhi: il gasdotto è il motivo dell’intervento NATO

-isis-terroristaE se la guerra in Siria contro il sedicente “stato islamico” fosse solo fumo negli occhi? Si certo, tutti ci siamo commossi davanti alle immagini terribili dell’attaco a Parigi, tutti ci siamo commossi prima, con le immaggini di quel bambino migrante annegato sulle coste della Turchia, ma se il punto non fosse quello? E se fosse solo un diversivo sfuggito di mano?

Questa non è una “teoria del complotto”, niente alieni con grandi occhi neri, no, sono solo soldi e potere politico.

Il popolo ha poca memoria, questo lo sanno tutti, specialemente chi ci governa. Ecco, allora sarebbe utile chiedersi: ma la Siria di Assad era un terribile impero dittatoriale? Da quando? Prima delle “primavere arabe” cosa c’era? Prima dell’ISIS e dei “ribelli moderati” addestrati dagli americani, cosa c’era?

Prima c’era la bella foto in primo piano, con un sorridente Assad e con un ancora più sorridente Presidente della -napolitano-assadRepubblica Italiana Giorgio Napolitano. Proprio nella Siria sotto la presidenza di Assad, nel 2010 (appena 5-6 anni fa), avviene la prima visita Ufficiale di Stato a “testimonianza della qualità raggiunta nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi”.

Siria, che viene dipinta dal Presidente della Repubblica Italiana allora in carica, come democratica e garantista delle minoranza etniche e religiose e baluardo della laicità in Medio-Oriente. C’è il video del discorso del Presidente Napolitano in Siria, guardatelo voi stessi.

Ma quindi, cosa è successo? Quando è che Assad è diventato l’Hitler dei giorni nostri? Ovviamente quando ha fatto valere la propria sovranità nazionale nel proprio territorio nazionale, sopra gli interessi USA e NATO. Ovviamente stiamo parlando del caso del gasdotto del Qatar che dovrebbe passare sul suolo dell’Arabia Saudita, poi in Giordania, fino alla SIRIA per poi transitare fino alla Turchia di Erdogan, membro della NATO, per il rifornimento di gas in Europa. Per capirne di più clicca sull’articolo del giornale di Abu Dhabi (Arabia Saudita) The National. Chi non mastica molto di politica internazionale avrà difficoltà a capire immediatamente, in questo senso chiariamo subito che Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, Giordania e  Turchia sono tutti grandi sudditi-alleati degli USA.

I contrasti con la Siria di Assad arrivano quando il presidente siriano per ovvi ed antichi accordi con la Russia, non vuole danneggiare Mosca che fornisce la maggiorparte del gas all’Europa, e quindi nega l’autorizzazione a costruire il gasdotto qatariota-saudita sul suo territorio nazionale. In sostanza il presidente siriano NON si è venduto per mantenere salda la sua alleanza con Putin.

A questo punto il progetto del gasdotto degli alleati del Golfo, rischia di andare in fumo, partito nel 2009, ancora nel 2011 siamo ad un punto morto e gli USA che hanno interessi strategico militari a staccare l’Europa dalle forniture russe, si stanno spazientendo, anche perchè ci sono in ballo miliardi di dollari. Chissà come, chissà perché, in questo preciso momento la “primavera araba” tanto amata dalla sinistra italiana, come per “magia” si sposta anche in Siria.

Assad diventa l’Hitler del Medio Oriente, uno che “usa gas velenosi sulla sua popolazione”, esattamente come fu detto delle terribili armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, che non sono mai esistite, se non per i mass media occidentali.

La situazione è tragica, la Siria ha bisogno di democrazia, democrazia a stelle e strisce. Intanto in Siria scoppia il caos e ci sono varie fazioni di “ribelli” che vogliono deporre Assad, tra cui anche Al-Nusra, braccio siriano di Al-Qaeda. Gli americani insieme a Qatar e Arabia Saudita incominciano a spedire armi come se piovesse, ma questo non basta, i siriani resistono.

Peccato che dopo l’Iraq l’opinione pubblica si sia stancata delle guerre fatte per gli interessi di pochi, così, un altro “miracolo” accade. Dall’Iraq verso la Siria spunta un’organizzazione terroristica chiamata ISIS, finanziata non si sa da chi (facciamo finta), ben addestrata alla guerra, che usa armi americane e mezzi blindati americani (ovviamente, ufficialmente, sono tutti mezzi ed armi “rubati” ai “ribelli moderati”).   Acciderbolina che coincidenza!

Adesso finalmente, tra il “dittatore malvagio” ed il terrorismo islamico con Jihadi John che taglia la testa agli occidentali “infedeli”, il glorioso occidente può fare la sua comparsa in tutta la sua potenza.

Ma c’è un problema, il presidente siriano Assad chiede ufficialmente aiuto all’alleato russo per fermare “ribelli” e terroristi e Putin risponde, a norma di diritto internazionale (essendo un aiuto chiesto eplicitamente dal legittimo presidente siriano), inviando le sue truppe e le sue armi a difendere la Siria.

Quello che è successo dopo è storia recente, con Putin sempre più potente in Siria e gli USA che continuano a fornire armi ai ribelli ed a volere Assad fuori dai giochi a qualsiasi costo.

Si, tutto ciò può sembrare quasi impossibile. Il governo USA arriverebbe mai a fare una cosa simile? Armare ed addestrare i terroristi per distruggere un governo “ostile”? La risposta ce la dà direttamente Hillary Clinton parlando di quello che gli americani hanno già fatto negli anni ’80, ovvero addestrare e fornire armi alle fazioni islamiche estreme per combattere l’Unione Sovietica in Afghanistan, condotta che oltre a far ritirare l’URSS, portò anche alla “nascita” di Al-Qaeda e del “re del terrore” Osama Bin Laden. Ancora sicuri che gli americani non abbiano rifatto lo stesso errore?

 

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