Salute&Benessere. Dormire per riposarsi, ma anche per dimenticare

Salute&Benessere. Dormire per riposarsi, ma anche per dimenticare

Sappiamo ancora poco del sonno, ma nuove ricerche gettano nuova luce su quello che ci tiene “impegnati” per quasi un terzo del tempo della nostra vita

C’è una cosa che ci tiene impegnati per quasi un terzo della nostra intera esistenza: dormire. Del sonno si sa ancora poco: di sicuro è fondamentale per recuperare le energie, per mantenere la concentrazione durante la giornata e non addormentarsi a scuola, in ufficio o al volante. Eppure, dopo decenni di ricerche, studi e analisi, non siamo ancora riusciti a comprendere appieno l’utilità del sonno, né i meccanismi che lo governano e che si innescano nel nostro cervello quando stiamo dormendo.

Secondo una recente ricerca dormire certamente a dimenticare parte delle cose che apprendiamo ogni giorno: una sorta di sistema per rimettere in ordine i pensieri e mantenere solo le informazioni rilevanti.

Semplificando le implicazioni fisiologiche delle recenti ricerche, possiamo dire che i processi di apprendimento avvengono attraverso la creazione di collegamenti (sinapsi) tra i neuroni del cervello. Le sinapsi sono responsabili della trasmissione degli impulsi nervosi tra i neuroni, in reti molto intricate di connessioni che rendono possibile la memorizzazione di un’informazione. Nel cervello di ognuno di noi si creano ognigiorni nuovi collegamenti, con una tale frequenza e velocità da fare ipotizzare ad alcuni ricercatori che esista un meccanismo volto a smantellare, durante il sonno, parte delle sinapsi per evitare un carico eccessivo di informazioni .

Uno studio pubblicato su Science e realizzato dalla ricercatrice Luisa de Vivo, grazie all’utilizzo di un microscopio elettronico a scansione, ha permesso di osservare direttamente le sinapsi nel cervello di alcuni topi di laboratorio prima e dopo il sonno. Attraverso un’analisi di centinaia di campioni, de Vivo e colleghi hanno notato che le sinapsi nei topi addormentati erano del 18 per cento più piccole rispetto a quelle degli altri, svegli.

Questa condizione potrebbe essere un indizio a conferma alla cosiddetta “ipotesi dell’omeostasi sinaptica”, quella secondo la quale, appunto, durante il sonno vengano distrutte alcune sinapsi.

Una ricerca analoga ha effettuato il ricercatore Graham H. Diering, della Johns Hopkins University (Stati Uniti), il quale però ha seguito un approccio diverso, concentrandosi sullo studio di alcune proteine che regolano il funzionamento dei neuroni (utilizzando sempre topi di laboratorio). Diering ha trovato il modo di osservare parte del cervello dei topi per rilevarne i cambiamenti durante il ciclo sonno-veglia; in seguito ha iniettato una sostanza per attivare un tipo di proteine sulle sinapsi, scoprendo che il loro numero diminuiva nelle fasi di sonno. La riduzione delle proteine è compatibile con l’ipotesi della modifica al numero delle sinapsi quando si dorme.

Sembra quindi verosimile che questo processo di omeostasi sinaptica porti il cervello, durante il sonno, a tagliare una buona parte dei nuovi collegamenti tra i neuroni che si sono creati durante il giorno in conseguenza degli stimoli ricevuti e dei nuovi apprendimenti.

Si tratta di un’operazione assolutamente indispensabile, dal momento che il taglio è funzionale affinché il cervello non raggiunga un livello di ingolfamento informativo.

Invece così al risveglio, “tagliato” tutto ciò che è meno importante, si è pronti a fare tesoro di nuove esperienze e a imparare tante cose nuove.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.