Salute&Benessere. Dal Kong-Fu alla Medicina Manuale: storia delle manipolazioni

Salute&Benessere. Dal Kong-Fu alla Medicina Manuale: storia delle manipolazioni

Rubrica fissa su temi di interesse medico a cura del Dott. Accursio Miraglia

L’uso delle mani per il trattamento della colonna vertebrale e delle articolazioni periferiche risale all’antichità: tracce della pratica manipolativa intesa come trattamento terapeutico manuale del rachide si trovano già in alcuni testi di medicina cinese, come ad esempio il Manuale del Kong – Fu, risalenti al 2000 a.C. Anche Ippocrate, padre della medicina, descriveva un “trattamento della curvatura del rachide determinata da cause esterne”, tramite pressioni manuali.

In epoca romana la pratica del massaggio, delle mobilizzazioni articolari e dell’esercizio fisico trovava largo impiego (spesso nelle terme) per il mantenimento della forma fisica, per la preparazione degli atleti e anche a scopo terapeutico. Dal Medioevo e fino al Rinascimento, la medicina si allontanò dalle pratiche terapeutiche eseguite direttamente dal medico sul corpo del paziente: nacquero così figure popolari che si occuparono del trattamento di alcune patologie ortopediche, quali i bonesetters (aggiustaossa) in Inghilterra, i rebouteux (conciaossa) in Francia, gli algebristas (raddrizzaossa) in Spagna.

Con l’Osteopatia nacque negli USA, alla metà dell’800, il primo metodo che utilizzava sistematicamente la manipolazione vertebrale come mezzo terapeutico. Il suo fondatore, Andrew Taylor Still era un medico che, deluso dalle potenzialità terapeutiche della medicina dell’epoca, inventò e sperimentò diverse tecniche manipolative della colonna vertebrale, poste alla base di un sistema di cura olistico.

Still riteneva che le malattie insorgessero quando le varie parti del corpo non erano “in ordine” ed in particolare individuava nella limitazione funzionale della colonna vertebrale la causa della perdita delle “immunità naturali” da parte dei diversi organi, che diventavano così preda della malattia. Pochi anni dopo (fine ‘800) nasceva, sempre negli USA, la Chiropratica. Il suo inventore non fu un medico, bensì un commerciante, Daniel David Palmer, il quale riteneva che tutte le disfunzioni organiche fossero legate a delle sublussazioni articolari. “Una vertebra sub lussata (affermava Palmer) è la causa del 95% delle malattie; il restante 5% è causato da sublussazioni di altre articolazioni diverse da quelle presenti nella colonna vertebrale”.

Il rimedio adottato era quello di riallineare la vertebra sublussata mediante tecniche manuali. La Medicina tradizionale si è interessata in ritardo alle pratiche manipolative usate a scopo terapeutico, e solo negli anni venti del secolo scorso queste metodiche sono state introdotte in Europa. La pratica delle manipolazioni vertebrali subì una vera e propria rivoluzione alla fine degli anni cinquanta per opera di Robert Maigne. Il suo merito è stato quello di avere trasformato una metodica ancora largamente empirica in una disciplina medico-scientifica, basata su una rigorosa osservazione clinica e su studi anatomo-patologici: nacque così la Medicina Manuale.

Pur provenendo da una formazione osteopatica, Maigne riprese alcune delle tecniche usate in questa disciplina ma ne abbandonò i concetti olistici e filosofici, portando le manipolazioni vertebrali nell’ambito della Medicina. Egli approfondì la ricerca dei segni clinici secondari ad una sofferenza del segmento vertebrale, sia locali che a distanza, con l’intento di accertare la presenza di un’eventuale alterazione funzionale. Trovata questa alterazione, denominata disturbo doloroso intervertebrale minore, ne spiegò scientificamente le cause, le conseguenze cliniche ed il trattamento. La novità peculiare di questa metodica risiede nella valutazione clinica del paziente, ed in particolare nell’applicazione di criteri che permettono di risalire con certezza all’origine ed alla localizzazione del dolore vertebrale.

La precisione della diagnosi, in una patologia in cui le immagini radiologiche e gli esami strumentali sono spesso di scarso aiuto ed in cui il disturbo sembra legato più alla funzione che ad una alterazione anatomica, è evidentemente di grande importanza, e sotto questo aspetto la Medicina Manuale ha dato un contributo fondamentale alla Medicina classica. Un’altra caratteristica di questa disciplina è l’utilizzo di manovre terapeutiche non dolorose: seguendo i dettami della Medicina classica, infatti, Maigne riteneva che il dolore dovesse essere sempre considerato una reazione di allarme e, come tale, fosse pericoloso forzare i movimenti che lo evocavano.

La Medicina Manuale rappresenta quindi una vera e propria evoluzione della Osteopatia e della Chiropratica: lo sforzo di Robert Maigne è stato quello di sfuggire all’aura non specificamente medica che spesso avvolge le altre discipline, creando una metodica basata su criteri scientifici e non empirici, sia nella fase diagnostica che nella pratica terapeutica.

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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.