Salute & Benessere. Zaini scolastici: istruzioni per l’uso

Come ogni anno, all’apertura delle scuole si ripropone la questione “zaino”: un problema che viene affrontato puntualmente in questo periodo, ma che ritorna nel dimenticatoio troppo in fretta.

Non per i genitori, la stragrande maggioranza dei quali ritiene che la schiena dei loro figli possa essere danneggiata dall’utilizzo di zainetti troppo pesanti, anche perché quasi il 50% dei bambini lamenta episodi di mal di schiena.

L’attenzione su questo argomento deve essere massima perché, se è vero che l’utilizzo di zainetti troppo pesanti non sembra in grado di causare deformità vertebrali, è certamente causa di disagio fisico, che influisce sulla postura, sull’equilibrio, sulla deambulazione, e sulle rachialgie dell’età evolutiva.

È il caso di ribadire che la scoliosi, tanto temuta dai genitori, non sembra riconoscere cause esterne (e fra queste non vi può quindi essere l’utilizzo degli zainetti scolastici), ma è una ancora senza un’etiologia precisa, anche se la tesi più accreditata è che dipenda da fattori genetici.

Ma quali sono le caratteristiche strutturali di uno zainetto ideale? E come va utilizzato per non arrecare danno ai ragazzi?

Le prime regole fondamentali: il peso dello zaino non dovrebbe mai superare il 15% del peso del bambino e va indossato su entrambe le spalle.

Deve essere dotato di schienale rigido ed imbottito (per distribuire in modo equilibrato il peso ed attutire i contraccolpi), avere una forma regolare (per una corretta distribuzione del carico) ed essere di dimensione adeguata all’età.

Le bretelle migliori sono quelle larghe, imbottite e regolabili, in quanto evitano dolori alle spalle e permettono che lo zainetto sia ben assicurato alla schiena e non scenda al di sotto della vita. Vanno infilate una per volta e mai contemporaneamente, perché in questo caso la colonna si pone in iperlordosi.

Il modello ideale dovrebbe anche essere dotato di ruote ed una maniglia per essere utilizzato anche come trolley o, almeno, per essere talvolta trasportato a mano.

Sono da evitare gli zaini troppo grandi, perché si ha la tendenza a riempirli anche oltre il necessario, e quelli con la struttura a soffietto che, oltre ad essere troppo capienti, danno anche un maggiore sbilanciamento all’indietro.

Lo zaino va riempito in altezza piuttosto che in larghezza e va chiuso ben stretto, in modo che il materiale non si muova all’interno.
I libri più grandi e pesanti vanno messi verso lo schienale, proseguendo poi con quelli più piccoli e leggeri (per non sbilanciare il bambino).

Lo zaino andrebbe sempre indossato dopo averlo posto su un tavolo e non prendendolo direttamente da terra. Una volta indossato lo zainetto va tenuto sulle spalle il meno possibile (mai per più di 15 minuti), poggiandolo tutte le volte che è possibile (ad esempio in autobus).

Avere o meno problemi a causa dell’utilizzo di uno zainetto pesante dipende anche dalle condizioni fisiche di chi lo indossa: i bambini più allenati, che fanno sport tutto l’anno ed hanno muscolatura forte ed un buon controllo neuromotorio, si affaticano meno, hanno in generale meno problemi a trasportare i loro zaini e sottopongono ad un minor stress anche l’apparato cardiocircolatorio.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

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Accursio Miraglia

Informazioni su Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

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