Salute & Benessere. Omega 3: quando, come e perché inserirli regolarmente in una alimentazione mirata

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I grassi che assumiamo con gli alimenti vengono suddivisi in saturi (come quelli animali) ed insaturi. Questi ultimi si dividono a loro volta in monoinsaturi (come nell’olio d’oliva) e polinsaturi (sia di origine animale che vegetale)

Gli acidi grassi denominati omega 3 e omega 6 fanno parte dei polinsaturi e sono fra le molecole più studiate in merito ai processi regolatori dell’infiammazione.

Va tenuto presente che con il termine “infiammazione” non si indicano in questo caso i banali processi flogistici osteoarticolari, bensì si fa riferimento ad un meccanismo per lo più silente di progressivo logorio delle strutture del corpo e in particolare del rivestimento interno dei vasi sanguigni e dei nervi. Per questo i livelli di infiammazione sono così strettamente connessi con il rischio di malattie cardio e cerebro-vascolari.

Per via della loro azione antinfiammatoria, gli omega 3 sono ormai riconosciuti come nutrienti indispensabili per il mantenimento della salute e la prevenzione di molte malattie degenerative, mentre gli omega 6 hanno un’azione opposta, pro-infiammatoria.

Gli omega 3 possono essere di origine vegetale come l’acido alfa linolenico (ALA) o animale come l’acido eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA), ma solo questi ultimi hanno azioni dirette di modulazione dell’infiammazione. Quindi, pur trovandosi anche in alimenti di origine vegetale come i semi di lino, di fatto quelli che vanno assunti per ridurre i livelli di infiammazione cronica con azione deleteria sul metabolismo sono quelli di origine animale presenti nel pesce azzurro (sardine, sgombro, sarde, salmone per esempio).

Inserire questi alimenti regolarmente nella propria alimentazione è quindi fondamentale o quanto meno avere un apporto costante tramite un’integrazione alimentare mirata.

Pur non esistendo una vera e propria raccomandazione ufficiale su quanti omega 3 assumere, vengono considerati sufficienti 250-500 mg al giorno di EPA e DHA associati per aiutare a preservare la salute. Dosaggi più elevati possono invece essere necessari in caso di patologie autoimmuni o di tipo infiammatorio, sempre dietro consiglio medico.

Nella maggior parte degli studi il consumo di omega 3 risulta insufficiente rispetto alle raccomandazioni e soprattutto è ridotto se confrontato con l’apporto di omega 6 di tipo pro-infiammatorio. Questi infatti sono presenti in moltissimi prodotti industriali a basso costo e consumato quindi in grandi quantità.

Oggi tramite specifici esami di laboratorio è possibile valutare il rapporto tra omega 6 e omega 3, importante per comprendere il rischio di sviluppare malattie a base infiammatoria. Una dieta corretta dovrebbe produrre un rapporto tra omega 6 e 3 tra i 4:1 e 1:4. La tipica dieta occidentale moderna determina un rapporto di 16:1 ed espone la maggior parte delle persone ad un forte rischio infiammatorio.

Ma quali benefici apportano gli Omega 3?

  • Proteggono la salute degli occhi: il DHA è una componente strutturale fondamentale della retina e quindi una sua carenza può rendere più fragile l’occhio.
  • Funzionalità cardiaca: gli omega 3 intervengono a vari livelli sulla salute del cuore e dei vasi, riducono la pressione, migliorano il profilo lipidico, migliorano la funzionalità dell’endotelio e riducono il rischio di sviluppare placca aterosclerotica anche per via dell’azione antinfiammatoria. Non esistono però dati definitivi su un effetto positivo su infarto e ictus.
  • Benefici sessuali: gli omega 3 preservano la salute vascolare e dunque possono in qualche modo intervenire positivamente a rallentare la genesi della disfunzione erettile. Hanno un effetto protettivo nei confronti del tumore alla prostata.
  • Funzioni cerebrali: come abbiamo detto, gli omega 3 e in particolare il DHA sono i costituenti fondamentali del tessuto cerebrale. Una carenza di omega 3 potrebbe favorire lo sviluppo di patologie neuro-degenerative e peggiorare in generale la funzionalità del cervello.
  • Invecchiamento: il processo di invecchiamento è legato ad una progressiva tendenza all’infiammazione sistemica nota come inflammaging. Per questo un’azione costante di modulazione dell’infiammazione stessa potrebbe portare ad un rallentamento del processo di invecchiamento.
  • Pelle: anche la pelle è soggetta ad un’azione infiammatoria con il passare del tempo e gli omega 3 possono favorire la salute e la bellezza della pelle e ridurne l’invecchiamento.
  • Umore: numerosi studi hanno confermato che gli omega 3 hanno un’azione favorevole sull’ansia e sulla depressione probabilmente perché stabilizzano l’attività neuronale.
  • Allenamenti: gli omega 3 sembrano ottimizzare la funzionalità dei muscoli, migliorando la loro adattabilità ai carichi di lavoro e rallentando in questo modo il processo di perdita di massa muscolare tipico dell’età.
  • Sindrome metabolica e diabete: gli acidi grassi omega 3 possono migliorare la sensibilità insulinica e il profilo lipidico e contribuire a ridurre la steatosi epatica tipica del soggetto che soffre di sindrome metabolica o di diabete.

Salute & Benessere. Rubrica fissa su temi di interesse medico a cura del Dott. Accursio Miraglia


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Accursio Miraglia

Informazioni su Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

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