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Salute & Benessere. La sedentarietà anche per brevi periodi provoca danni (reversibili): ecco come difendersi

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Considerate le comodità del mondo moderno, ad alcuni sembrerà incredibile, ma l’uomo è geneticamente fatto per muoversi

Si stima che l’ultimo grande adattamento del nostro patrimonio genetico risalga a circa 200 mila anni fa, alla comparsa cioè dell’Homo sapiens: quindi il nostro assetto genetico è stato plasmato dall’evoluzione per interagire al meglio con le condizioni ambientali in cui vivevano i nostri antenati. Siamo, in pratica, figli diretti degli uomini primitivi, abbiamo la stessa struttura, ma il nostro ambiente e le nostre abitudini di vita hanno ben poco a che fare con quelli dei nostri progenitori.

Rispetto a quelle condizioni di vita oggi è cambiato praticamente tutto e tra i vari fattori ambientali l’attività fisica è uno di quelli che ha subito i maggiori cambiamenti.

I nostri antenati percorrevano decine di chilometri al giorno per procurarsi il cibo e, durante quest’attività, correvano, sollevavano pesi, saltavano, strappavano rami, saltavano ostacoli, fuggivano da belve feroci.

L’uomo si è evoluto nel contesto di un costante livello di sforzo fisico e di una variabile fornitura di cibo (spesso scarso). Oggi l’uomo moderno vive per lo più in una condizione opposta, di scarso movimento e costante nonché eccessiva disponibilità di cibo.

Viviamo in un ambiente che limita la nostra capacità di movimento, svolgendo mansioni che richiedono ore ed ore di inattività, seduti, immobili. Immobilità che si trasferisce poi anche nella vita domestica e nelle attività ludiche, generalmente trascorse di fronte ad uno schermo.

Molte della malattie del mondo moderno sono direttamente o indirettamente favorite dal ridotto livello di attività fisica: ipertensione, infarto, ictus, tumori, obesità, diabete e perfino malattie neurodegenerative (Alzheimer e Parkinson) trovano una concausa nello stile di vita sedentario.

A causa della sedentarietà cronica il corpo umano va incontro ad una vera e propria regressione motoria, ossia ad una progressiva perdita di capacità funzionali, non solo a carico dei muscoli ma anche di cuore, polmoni, vasi sanguigni, nervi, produzione di ormoni e neurotrasmettitori.
La sedentarietà ci sta letteralmente uccidendo.

Molti non pensano neanche di iniziare dell’attività fisica, altri rimandano “sine die”, altri fanno attività fisica saltuariamente saltando a piè pari, ad esempio, il periodo estivo e quello delle vacanze natalizie.

Tuttavia, secondo, uno studio inglese presentato all’ultimo congresso dell’European Association for the Study of Diabetes, sono sufficienti solo due settimane trascorse senza far movimento per veder peggiorare il profilo metabolico, la composizione corporea (rapporto grasso/muscolo), perfino la funzionalità cardiovascolare.

La ricerca è stata condotta su un gruppo di volontari giovani e abitualmente attivi, che ogni giorno facevano ben più di diecimila passi ed erano normopeso. Questi soggetti hanno cambiato stile di vita per due settimane dopo essere stati valutati sotto il profilo della funzionalità respiratoria, composizione corporea, funzionalità cardiovascolare.

Gli stessi test sono stati ripetuti dopo un periodo di inattività forzata, durante il quale i partecipanti hanno aumentato di oltre cento minuti al giorno il tempo passato seduti, riducendo al contempo drasticamente il numero di passi.

Dopo due settimane “sul divano”, i risultati sono stati impietosi: la funzione cardiovascolare è diminuita dell’1.8%, è peggiorata la funzionalità polmonare, si è assistito ad una perdita di massa muscolare e ad un accumulo di grasso, sia a livello del girovita che del fegato. Diminuita pure la sensibilità all’insulina, con il rischio di insorgenza di diabete.

La buona notizia è che, riprendendo la normale attività fisica, in breve tempo la funzionalità cardiorespiratoria ritorna come prima così come la composizione corporea e la sensibilità all’insulina.

I risultati di questo studio confermano, quindi, la necessità di seguire le linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che consigliano, per mantenere uno stato di salute ottimale, 150 minuti di movimento moderato o 75 minuti di attività ad alta intensità a settimana.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


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Accursio Miraglia

Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.