Salute & Benessere. La felicità può aiutare a combattere il cancro

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È la malattia più temuta che spesso porta il paziente a stati di angoscia, ma è la felicità che invece può aiutare la guarigione

Un paziente, sottoposto ad accertamenti per escludere la presenza di un tumore, di fronte ad accertamenti che escludevano una patologia in atto ma avevano evidenziato dei fattori fortemente predisponenti, chiese al medico: dottore, come faccio ad evitare l’insorgenza di questo cancro? Sii felice, fu la risposta.

Ma che senso aveva quanto affermato dal medico? Facciamo un passo indietro.
L’apparato immunitario è un complesso sistema dell’organismo la cui funzione principale è quella di captare e riconoscere le sostanze estranee e potenzialmente pericolose al fine di inattivarle. Più in generale, esso regola, equilibra e monitora le risposte dell’organismo agli stimoli ambientali per garantire al corpo una difesa da eventi potenzialmente dannosi. La sua attività è possibile grazie ai globuli bianchi, presenti nel sangue, che a loro volta producono delle molecolechiamate anticorpi.

Questi ultimi intervengono sugli antigeni, elementi che non vengono riconosciuti come appartenenti all’organismo e che ne attivano la reazione. Oltre alla reazione agli stimoli antigenici, il sistema immunitario è in grado di attivarsi con input psico-neurologici ed emozionali attraverso i neuropeptidi secreti dai neuroni oppure “attraverso gli ormoni secreti dall’ipotalamo e dall’ipofisi (adrenalina, noradrenalina e acetilcolina).

L’intima connessione fra sistema immunitario, nervoso ed endocrino è oggetto di studi grazie alla Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), una disciplina che si occupa delle relazioni tra la psiche e i sistemi di regolazione fisiologica dell’organismo umano. Rispetto ad altre discipline come l’antica medicina greca, l’ayurveda, la tradizionale cinese e, in generale, le tecniche terapeutiche ad approccio olistico fondate sulla connessione tra corpo e mente, la medicina convenzionale occidentale ha iniziato ad indagare tale relazione solo a partire dagli anni ’30, in seguito agli studi del medico austriaco Hans Selye sullo stress.

Appare oramai provato che lo stress ha un ruolo fondamentale nell’elaborazione delle risposte psico-fisiche secondarieall’azione connessa degli apparati nervoso, endocrino ed immunitario: quando sopraggiunge uno stimolo stressogeno l’organismo viene invaso da alcuni ormoni, tra i quali i più importanti sono l’adrenalina e il cortisolo, che ne attivano la risposta.

Se lo stress dura poco e si limita ad una fase acuta, l’effetto è positivo: il lieve rialzo ormonale attiva delle reazioni fisiche di adattamento e potenzia l’azione immunitaria.

Quando, invece, la mente è coinvolta emotivamente in situazioni di sofferenza, dolore, rabbia, risentimento, sconforto o angoscia per periodi di tempo prolungati, le sostanze rilasciate, le stesse che nella fase di stress iniziale producono effetti positivi, hanno un’azione nociva. Nello stadio di stress cronico, infatti, si attivano dei meccanismi dannosi che portano alla depressione e ritardo nella sintesi di anticorpi ma anche a fenomeni francamente patologici, come lo sviluppo di autoanticorpi, evento maggiormente associato alle malattie autoimmuni (ad esempio la tiroidite di Hashimoto o il diabete mellito di tipo I).

Ma, ritornando al nostro paziente, che c’entra il sistema immunitario con il tumore?
Quando una cellula diventa cancerosa, il sistema immunitario è spesso in grado di riconoscerla come anomala e di distruggerla prima che si possa replicare o diffondere. Le cellule cancerose possono essere completamente eliminate, nel qual caso il tumore non compare mai. Ma questo richiede un sistema immunitario pronto e forte. Al contrario, è più probabile che alcuni tipi di cancro (in particolare melanoma, tumore renale e linfoma) si sviluppino nelle persone con un sistema immunitario alterato o compromesso.

La felicità, quindi, rinforza le difese immunitarie e questo avviene grazie all’azione della dopamina, neurotrasmettitore del sistema nervoso centrale ed ormone legato al piacere.

“L’effetto più pronunciato del processo controllato dalla dopamina è quello di produrre una quantità aumentata di anticorpi” ha spiegato Michael Meyer-Hermann, del Braunschweig Integrated Centre of Systems Biology, autore di uno studio recentemente pubblicato si “Nature”.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


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Accursio Miraglia

Informazioni su Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

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