Salute & Benessere. Human papilloma virus: il cancro sconfitto da un vaccino

L’HPV si trasmette soprattutto tramite rapporti sessuali, ma per contrarre l’infezione può bastare un semplice contatto nell’area genitale

Il carcinoma della cervice uterina è il secondo tumore più diffuso nelle donne, in Italia colpisce ogni anno circa 3.500 donne e causa 1.000 decessi. Negli ultimi venti anni la mortalità per questo tumore si è ridotta drasticamente, soprattutto grazie alla diagnosi precoce realizzata attraverso i programmi di screening (Pap-test).

Il cancro del collo dell’utero rappresenta la prima forma tumorale riconosciuta come totalmente riconducibile a un’infezione: quella da Papillomavirus umano.

Si tratta di un virus molto comune, tanto che, secondo una stima, il 75% degli individui viene infettato nel corso della vita, ed è in grado di causare patologie sia a carico dell’utero che della regione genitale e perigenitale.

Si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali, ma per contrarre l’infezione può bastare un semplice contatto nell’area genitale.

Il fatto che il cancro del collo dell’utero sia di origine infettiva consente di adottare contro questa malattia una strategia sconosciuta per le altre forme di tumore: attraverso la vaccinazione contro l’HPV è infatti possibile interrompere all’origine la catena che dall’infezione porta al cancro.

Nel 2017 è stato introdotto in Italia il vaccino nona valente, che ha dimostrato un potenziale di prevenzione del 90% per il cancro del collo dell’utero, del 75-85% per le lesioni precancerose CIN 2/3, dell’85-90% per il cancro della vulva, dell’80-85% per il cancro della vagina, del 90-95% per il cancro dell’ano e del 90% dei condilomi genitali.

In Europa, ogni anno 39.500 tumori anogenitali, 342.000 casi di lesioni anogenitali di alto grado e 760.000 casi di condilomi genitali sono causati dai tipi di HPV coperti dal nuovo vaccino.

In Italia, si stima che ogni anno l’HPV sia responsabile di circa 6.500 nuovi casi di tumori in entrambi i sessi.

Per tale ragione la vaccinazione anti-HPV, già prevista per le ragazze dodicenni, è stata infatti estesa ai maschi della stessa età.

L’enorme importanza del vaccino si può comprendere analizzando quando sta accadendo in Australia: questa, infatti, potrebbe essere la prima nazione al mondo a debellare questa specifica tipologia di cancro, come recentemente annunciato dall’International Papillomavirus Society’.

Dal 2007, infatti, il governo federale australiano ha avviato nelle scuole la vaccinazione gratuita per le ragazze tra i 12 e i 13 anni, e dal 2013 la stessa procedura è stata applicata ai ragazzi. Per tutti i minori di 19 anni, inoltre, è prevista una doppia dose gratuita del vaccino contro l’HPV.

Grazie all’enorme successo del programma di vaccinazione, tra il 2005 e il 2015 la percentuale delle donne australiane con un’età compresa tra i 18 e i 24 anni colpite dal virus ha subito un drastico calo, dal 24 percento all’1 percento. Un ulteriore calo si è registrato dal 2015 a oggi, anche grazie alla cosiddetta immunità di gregge.

In base alle stime quest’anno in Australia dovrebbero verificarsi solo un migliaio di casi di cancro al collo dell’utero, dei quali circa un quarto mortali.

Entro 30-40 anni, proprio grazie all’efficacia del vaccino, che da quest’anno verrà distribuito in una formula potenziata, diventeranno pochissimi.

Dunque verrà praticamente debellata questa forma di cancro, che nel mondo uccide una donna ogni due minuti, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove l’accesso ai vaccini non è semplice.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

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Accursio Miraglia

Informazioni su Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

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