Salute & Benessere. Cefalea muscolo-tensiva: la tossina botulinica è utile

Salute & Benessere. Cefalea muscolo-tensiva: la tossina botulinica è utile

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La cefalea muscolo-tensiva è il più diffuso tipo di cefalea e anche una delle affezioni più comuni che, nell’arco della vita, interessa almeno circa l’80% della popolazione. Il disturbo talvolta si presenta solo occasionalmente e non richiede visite mediche specialistiche, mentre in altri casi è frequente e può anche divenire cronico.

I pazienti descrivono il disturbo come una fascia che avvolge le regioni frontali, formando un cerchio attorno alla testa, con dolore lieve o medio, raramente accompagnato da nausea o vomito.

Criterio diagnostico importante per individuare questa patologia è la presenza di trigger points e della contrattura dei muscoli craniali, fenomeni non correlati fra loro ma entrambi presenti nella cefalea muscolo-tensiva.

I trigger point sono delle zone di contrazione circoscritta all’interno di un muscolo (non causati da un trauma acuto, infiammazione, o altro) la cui pressione evoca dolore sia localmente che a distanza.

Altri criteri diagnostici della cefalea muscolo-tensiva sono il dolore unilaterale (molto spesso provocato da movimenti del collo o posizioni prolungate della testa), il dolore cervicale irradiato alla spalla e al braccio ma di natura non radicolare e la ridotta ampiezza dei movimenti della colonna cervicale.

Considerata l’importanza dell’alterato stato di contrattura muscolare nel determinismo dei trigger points, si è pensato di utilizzare la tossina botulinica come terapia per questa patologia.

Nel corso degli anni, sono stati identificati sette sierotipi di neurotossina (BTX-A, B, C1, D, E, F, G) e, fra queste, la tossina botulinica tipo A ha dimostrato efficacia in una serie di condizioni in cui è in gioco una disfunzione della contrazione muscolare e recentemente anche nel trattamento di cefalee in cui vi sia tensione dei muscoli pericraniali.

Uno studio condotto dal Prof. Brugnoni ha paragonato l’efficacia del BTX-A con quella del cortisone iniettati a livello dei trigger points, in pazienti con cefalea muscolo-tensiva cronica ed episodica.

Questo studio ha dimostrato che mentre l’efficacia del cortisone declina dopo i primi trenta giorni dall’iniezione, quella del BTX-A tende ad aumentare ed è molto più pronunciata a sessanta giorni dall’ iniezione.

Lo studio, oltre a confermare l’efficacia e l’innocuità del trattamento con BTX-A, con un effetto terapeutico soggettivamente ben avvertito dai pazienti compare già dopo circa quattro giorni dall’iniezione di BTX-A, porta notevoli argomenti alla tesi che vede nella contrattura muscolare un importante fattore patogenetico della cefalea muscolo-tensiva

Il miglioramento della sintomatologia nel tempo nei pazienti trattati con BTX-A rispetto a quelli trattati con il cortisone, esclude infatti l’influenza sulla durata dell’effetto terapeutico sia dell’effetto ago, sia dell’anestetico sia dell’azione antiinfiammatoria dello steroide.

Alla luce di questo e di altri studi, alcuni dei quali molto vasti, (recentemente sono stati condotti due importanti studi clinici randomizzati con doppio cieco in cui sono stati arruolati 1400 pazienti), la terapia con BTX-A sembra essere tra le più indicate tra quelle desensibilizzanti i trigger points per innocuità, durata ed efficacia.

Questo trattamento permette: un miglioramento della qualità della vita del paziente in tempi rapidi, una compliance dei pazienti ottimizzata, la possibilità di intervenire in fase precoce con terapie manuali sulla colonna cervicale.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.